Confesercenti Ravenna: a qualcuno interessano i negozi?

Negli ultimi sette anni a Ravenna hanno cessato la loro attività 1843 imprese del commercio e 675 imprese del turismo.

Confesercenti Ravenna: a qualcuno interessano i negozi?

Gianluca Gasperoni, Presidente Comunale Confesercenti, scrive: “secondo la teoria dell’attrazione, semplificando, basterebbe seminare fiducia per raccogliere risultati positivi. Trasferita in economia si dice che l’ottimismo è necessario per far sì che le cose vadano bene e/o meglio. Quando però l’ottimismo che viene continuamente sparso si scontra con la realtà dei numeri si rischia di innescare il meccanismo opposto. È quanto sta accadendo rispetto ad una narrazione che dall’alto continua a ripetere che siamo ad una svolta, che le cose stanno cambiando, che abbiamo ricominciato a crescere, ecc. Se questo è vero certamente per qualcuno per chi come noi è sulla strada pare non essere proprio così.

Una vera ecatombe infatti si è abbattuta sul piccolo commercio e sulle piccole imprese negli ultimi anni, nella quasi indifferenza generale.

Avrebbe infatti dovuto suscitare un brivido sulla schiena per un amministratore pubblico (fors’anche per una seduta straordinaria del Consiglio Comunale) sapere che negli ultimi sette anni (fino al 31/12/15) a Ravenna hanno cessato la loro attività 1843 imprese del commercio e 675 imprese del turismo. Purtroppo non il brivido ma il dramma economico ed esistenziale è stato solo degli imprenditori che hanno chiuso.

Anche nei primi due mesi dell’anno il trend non si è invertito visto che il saldo è stato negativo di 8 imprese nel commercio e 9 nel turismo. Secondo il nostro centro studi i consumi quest’anno saranno ancora negativi per il piccolo commercio. I dati confermano la difficoltà delle imprese a reggere un mercato fortemente condizionato dalla lunga contingenza economica negativa. Chiusure, turn over, esistenza sempre più ridotta, nuove aperture col contagocce sono (e crediamo non solo per noi) elementi di grande preoccupazione che richiedono provvedimenti e azioni a tutti i livelli per fronteggiare questa emergenza.

C’è qualcuno interessato a parlarne?

I negozi, i bar, i ristoranti sono più di altri importanti perché definiscono l’anima di una città, il suo volto più vero, il tratto distintivo che si porta a casa il turista.
Se questo è vero dovrebbe interessare a chi si propone di governare la città.

Presenteremo le nostre proposte nella loro compiutezza il 9 Maggio ai candidati a Sindaco; ora ne anticipiamo alcune pillole:

  • forte riduzione fiscale per le imposte come IMU, tassa dei rifiuti e Tasi;
  • sgravi nel forese (dove le attività scarseggiano maggiormente) per chi apre nuove attività commerciali;
  • dar vita finalmente ad un consorzio di commercianti del centro storico;
  • investire su eventi di qualità che portino turisti e visitatori da fuori città;
  • blocco urbanistico e commerciale delle autorizzazioni per nuovi centri commerciali.

Come diceva qualche anno fa l’economista Sapelli “salvare i piccoli negozi è un problema politico”.

 

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