Confesercenti Salerno, arriva il marchio qualità per le botteghe storiche

Salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico, imprenditoriale ed economico rappresentato dagli esercizi commerciali e dalle imprese che insistono (e resistono) sul territorio da svariati decenni. Ultracentenarie per la precisione ma, visti i tempi, potrebbe essere difficile trovarne. Questo l’ obiettivo che la Regione, attraverso una misura promossa dalla giunta Caldoro con il coordinamento dell’ assessorato alle Attività produttive – che va ad integrare quanto disposto dalla legge regionale n.11 del 10 marzo 2014 – si prefigge per dare nuova linfa (e qualche soldino) a quelle attività che con il loro brand hanno impreziosito il tessuto commerciale di una città superando le mille difficoltà che comporta rimanere fedeli alle proprie tradizioni in un periodo di recessione come quello che stiamo vivendo oramai da anni. Ancora da chiarire – e da studiare da parte delle associazioni di categoria impegnate sul territorio che dovranno fornire a Napoli gli elenchi delle attività che potranno rientrare tra i beneficiari della misura – i requisiti per ottenere i loghi da esporre in vetrina come medaglie al valore. Tre quelli pensati dagli inquilini di Palazzo Santa Lucia che andranno a identificare tre diverse tipologie di attività: i locali a rilevanza storica della Campania, i negozi e le botteghe d’ arte e degli antichi mestieri. La delibera prevede che siano i Comuni stessi, sulla base dei criteri elencati, a individuare sia le attività da insignire per rilevanza storica che per longevità e a trasmettere poi i relativi elenchi in Regione. Ma un ruolo fondamentale lo avranno senza dubbio le associazioni di categoria che siedono in Camera di Commercio che dovranno spulciare tra i propri associati per individuare chi merita un riconoscimento, almeno per non essersi lasciato sopraffare dalle avversità. La misura approvata in Regione è stata accolta con favore dai sindacati di commercianti, esercenti e bottegai che però sono convinti che si debba fare uno sforzo in più per ravvivare un comparto: «L’ obiettivo finale è quello di creare i centri commerciali naturali in ogni città perchè è inutile favorire alcune attività se poi non si crea l’ ambiente giusto per farle sopravvivere dignitosamente». Questa l’ opinione del presidente provinciale di Confesercenti Salerno, Enrico Bottiglieri, che continua: «Bisogna creare un circuito e renderlo economicamente funzionale. E le imprese che potrebbero godere del nuovo provvedimento regionale sono centinaia». Molte di meno per Sabatino Senatore, di Ascom Confcommercio, per il quale è importante che la Regione chiarisca cosa intende per negozio “storico”: «In un momento di crisi come questo anche un’ attività nata quarant’ anni fa potrebbe essere definita storica. Quindi è necessario capire quali siano i criteri da rispettare per ambire al marchio di qualità». Sergio Casola, presidente provinciale della Confederazione dell’ artigianato e della piccola e media impresa, spera solo che un provvedimento che sembra così importante non si riveli un a bolla di sapone: «In alcuni luoghi della nostra provincia le attività storiche stanno velocemente scomparendo. È lì che si deve intervenire dando a questi imprenditori la forza di andare avanti. Gli antichi mestieri sono la nostra ricchezza e sarebbe opportuno che si creassero anche incentivi per i giovani affinchè possano continuare quanto iniziato dai loro nonni o bisnonni».

Da “La città di Salerno”
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