Confesercenti Veneto Centrale, Bonus centro storico: 50% delle domande bloccate

Il Presidente Rossi: “Chiediamo al Governo di intervenire immediatamente e di sbloccare le domande di tutti coloro che hanno diritto al bonus”

Dove sono i contributi a fondo perduto previsti dal “bonus centro storico”? È la domanda che iniziano a porsi, con una certa preoccupazione, i numerosi commercianti e ambulanti che, pur svolgendo attività nel centro storico di Padova, ancora non si vedono riconoscere quanto spetta loro di diritto. Delle sessanta domande presentate da Confesercenti, infatti, la metà risultano ancora senza risposta.

Il bando, scaduto lo scorso 14 gennaio, prevedeva un contributo a fondo perduto per gli esercenti che operano nel centro storico delle città a maggiore vocazione turistica: in Veneto rientrano nei parametri Venezia, Verona e Padova. I requisiti per accedere al bonus, in estrema sintesi, sono due: avere un’attività in centro storico e aver subito, nel mese di giugno 2020, una perdita di fatturato e dei corrispettivi superiore ad un terzo rispetto al mese di giugno del 2019.

L’inghippo nasce probabilmente dal fatto che la sede fisica non sempre coincide con la sede legale: si può ad esempio avere un’attività in centro che, tuttavia, ha sede legale in un comune della provincia. Nel caso degli ambulanti non ci sono alternative, visto che la sede legale corrisponde alla residenza dell’esercente.

«Continuiamo a ricevere segnalazioni e telefonate da parte dei nostri soci – spiega il presidente della Confesercenti del Veneto Centrale, Nicola Rossi – da parte di commercianti sempre più preoccupati. Pur avendo diritto al bonus, infatti, ancora non si vedono corrispondere la somma dovuta, probabilmente a causa di questa discrepanza tra sede fisica e sede legale. Si tratta tuttavia di una differenza formale che non dovrebbe in alcun modo pregiudicare il diritto al bonus: le domande, infatti, non hanno avuto risposta negativa, semplicemente sono state accantonate. In un periodo che, lo ribadiamo, è durissimo per tutti e per le attività economiche in particolare, questi contributi non risolvono la situazione ma offrono una piccola boccata d’ossigeno. Chiediamo quindi al Governo di intervenire immediatamente, e di sbloccare le domande di tutti coloro che hanno diritto a questo bonus».

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