Il Presidente Convento: “Verde, ombra, acqua e qualità degli spazi pubblici incidono anche sulla vitalità commerciale. Proponiamo al Comune di partire da alcune aree pilota diverse tra loro”
Dalla depavimentazione alla vivibilità delle vie commerciali. Dopo aver accolto favorevolmente, lo scorso luglio, il piano del Comune di Padova per la “città spugna” e aver chiesto il coinvolgimento delle attività economiche nella definizione degli interventi, Confesercenti del Veneto Centrale ha voluto ascoltare direttamente gli operatori sul rapporto tra caldo estremo, frequentazione delle strade e commercio.
Le indicazioni raccolte confermano un problema ormai molto concreto: nelle giornate più calde diminuisce la frequentazione delle vie commerciali, in particolare nelle ore del pomeriggio, mentre per le imprese aumentano i costi di climatizzazione e, in alcuni casi, diventa necessario modificare orari e organizzazione dell’attività.
Ma dall’ascolto emerge soprattutto un’indicazione sulla città. Tra le criticità segnalate ricorrono il surriscaldamento di asfalto e pietra, la carenza di verde e la mancanza di ombra. E tra gli interventi ritenuti più utili dagli operatori compaiono alberature e verde urbano, soluzioni di ombreggiamento, interventi sulle pavimentazioni e sugli spazi pubblici e punti acqua.
«Quando a luglio abbiamo definito la depavimentazione anche una politica economica urbana, partivamo proprio da questa convinzione – afferma Flavio Convento, presidente di Confesercenti del Veneto Centrale –. Oggi l’ascolto degli operatori ci conferma che la qualità climatica dello spazio pubblico incide sulla possibilità delle persone di camminare, fermarsi e frequentare le attività. Per questo crediamo sia arrivato il momento di passare dalla riflessione alla sperimentazione».
Confesercenti propone quindi di aprire un confronto con il Comune di Padova sulla possibilità di sperimentare delle “Vie fresche del commercio”, partendo eventualmente da alcune aree pilota con caratteristiche differenti. L’obiettivo è sperimentare interventi calibrati sulle caratteristiche dei diversi contesti: più verde e alberature dove possibile, ombreggiamento, punti acqua, materiali e pavimentazioni capaci di ridurre il surriscaldamento e, più in generale, una progettazione dello spazio pubblico che tenga conto anche del comfort di chi cammina, si ferma e fa acquisti.
«Non esiste una soluzione uguale per tutta Padova – sottolinea Convento –. Centro storico, quartieri e assi commerciali hanno caratteristiche diverse e richiedono risposte diverse. Non vogliamo indicare dall’alto dove mettere un albero o una zona d’ombra: proponiamo di individuare insieme al Comune alcune aree pilota, coinvolgendo anche gli operatori che quelle strade le vivono ogni giorno, per sperimentare le soluzioni più adatte e valutarne concretamente gli effetti».
Particolare attenzione, secondo Confesercenti, va riservata al centro storico, dove la qualità dello spazio urbano incide direttamente sulla possibilità di passeggiare, sostare e vivere la città anche nei periodi più caldi.
«Una strada commerciale deve essere un luogo nel quale sia piacevole stare, camminare e fermarsi anche durante i mesi estivi – prosegue Convento –. Questo vale ancora di più per il centro storico: se vogliamo favorirne la frequentazione e sostenere le attività che vi operano, dobbiamo preoccuparci anche del benessere di chi lo raggiunge e lo vive. Ombra, verde, acqua e qualità degli spazi pubblici non sono più soltanto temi ambientali: stanno diventando elementi della competitività commerciale della città».
Per Confesercenti si tratta quindi di mettere in relazione politiche ambientali, urbanistiche, della mobilità e del commercio, proseguendo un percorso che l’associazione ha già avviato sui temi della depavimentazione, della qualità degli spazi pubblici e della mobilità sostenibile.
«Il cambiamento climatico sta già modificando il modo in cui le persone vivono la città – conclude Convento –. La risposta non può essere chiedere ai cittadini di rimanere chiusi nei luoghi climatizzati nelle ore più calde. La sfida è fare in modo che la città continui a essere vivibile. Una città più fresca, verde e accogliente è una città nella quale si torna a camminare, fermarsi, incontrarsi e fare acquisti. Ed è una città che sostiene concretamente il proprio commercio di prossimità».