Consiglio dei Ministri approva la NADEF

Governo

Il Consiglio dei Ministri approva la NADEF, Nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2022, che delinea lo scenario a legislazione vigente senza definire gli obiettivi programmatici di finanza pubblica per il triennio 2023-2025.

L’economia italiana – scrive il Governo in una nota (leggi qui per maggiori dettagli) – ha registrato sei trimestri di crescita superiore alle aspettative. Le prospettive adesso risultano meno favorevoli. A pesare, il marcato rallentamento dell’economia globale e di quella europea, principalmente legato all’aumento dei prezzi dell’energia, all’inflazione e alla situazione geopolitica.

Lo scenario per il 2022

Per l’anno in corso si prevede che il livello tendenziale del prodotto interno lordo (PIL) aumenti del 3,3%. Un dato in rialzo rispetto al 3,1% contenuto nello scenario programmatico del DEF in aprile. A trainare, la crescita superiore al previsto registrata nel primo semestre. Si sconta, però, una lieve flessione del PIL nella seconda metà dell’anno.

Inoltre, per effetto del positivo andamento delle entrate e della moderazione della spesa primaria sin qui registrati quest’anno, si prevede che l’indebitamento netto (deficit) tendenziale scenda dal 7,2% del 2021 al 5,1% del 2022. Si tratta di un livello inferiore all’obiettivo programmatico definito nel DEF, pari al 5,6%. Anche il rapporto debito/PIL è previsto in netto calo quest’anno, al 145,4% dal 150,3% del 2021. Si delinea, inoltre, un ulteriore sentiero di discesa negli anni a seguire fino ad arrivare al 139,3% nel 2025.

Lo scenario per il 2023

Nel 2023 – conclude il comunicato del Governo dopo l’approvazione della NADEF -, causa dell’indebolimento del ciclo internazionale ed europeo, la crescita tendenziale prevista scende allo 0,6% rispetto al 2,4% programmatico del DEF di aprile; l’indebitamento netto tendenziale a legislazione vigente viene previsto al 3,4%, inferiore all’obiettivo programmatico del 3,9% del DEF.

Queste previsioni sono improntate, come per i precedenti documenti di programmazione, a un approccio prudenziale. Non tengono conto, quinidi, dell’azione di politica economica che potrà essere realizzata con la prossima legge di bilancio e con altre misure.

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