Conti pubblici, Consercenti: rischio pressione fiscale al 44,7% nel 2013

 

“Dato oltre stime DEF. Strada delle tasse controproducente, Governo vada avanti con tagli alla spesa: da abolizione province e riforma livelli istituzionali possibili risparmi di 14 miliardi”

“Con Il ddl costituzionale per l’abolizione delle province il Governo è sulla buona strada: ma occorrerà molta determinazione per portarla a termine, perché inevitabilmente emergeranno resistenze di ogni tipo. Del resto è curioso che quando si è cercato di accelerare questo processo di semplificazione e di risparmio con un decreto legge ci sia imbattuti in un’obiezione di carattere costituzionale, mentre la proliferazioni delle nuove province non ha mai incontrato alcuna resistenza”.

“Una riforma dei livelli istituzionali, con l’abolizione completa delle Province e delle comunità montane e l’accorpamento di micro-comuni, è un passo necessario, non più rinviabile. Lo dimostrano i dati relativi ai conti pubblici del primo trimestre dell’anno, diffusi oggi dall’Istat: le entrate dello Stato sono in stallo per mancanza di crescita, mentre la spesa continua a lievitare. E questo nonostante il continuo aumento della pressione fiscale: la crescita di 0,6 punti rispetto al primo trimestre 2012 lascia intravedere per l’intero anno il corso un ulteriore balzo della pressione fiscale: dal 44% del 2012 ad almeno il 44,7% del 2013, un livello superiore anche al 44,4% stimato per quest’anno nel DEF”.

“Dovrebbe essere chiaro a questo punto che occorre invertire la tendenza: su tasse e imposte dobbiamo ingranare la retromarcia, riportando la pressione fiscale a livelli che incoraggino la crescita. Allo stesso tempo Esecutivo e Parlamento devono intervenire coraggiosamente sull’eccesso di spesa pubblica, varando i tagli necessari ma troppo a lungo rinviati”.

“Secondo uno studio Confesercenti-Ref, con una riforma istituzionale al centro ed in periferia, che preveda una drastica riduzione dei costi di rappresentanza, l’abolizione delle province e delle comunità montane, l’accorpamento di micro-comuni è possibile risparmiare a regime circa 14 miliardi di euro ogni anno riportando la nostra spesa per la Pubblica Amministrazione ai livelli di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito”.

 

 

Roma 4 luglio 2013

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