Delega lavoro, l’emendamento del governo: “tutele crescenti per i neo-assunti”

In arrivo l’Agenzia unica per le ispezioni sul lavoro

Il governo, nella delega che dovrà esercitare sul mercato del lavoro, dovrà prevedere “per le nuove assunzioni” il “contratto a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio”. Lo si legge nell’emendamento depositato dall’esecutivo in commissione Lavoro del Senato.

L’intenzione dell’esecutivo è di far diventare il contratto a tutele crescenti la forma principale di inserimento del mondo del lavoro per il tempo indeterminato.

Il testo dell’emendamento è stato condiviso dai partiti della maggioranza durante una riunione questa mattina a Palazzo Madama.

Sarà il governo, nell’ambito dell’esercizio della delega, ha spiegato il sottosegretario al lavoro, Teresa Bellanova, a varare i decreti delegati “entro il termine di sei mesi dalla data di entrata della presente legge” prevedendo in essi la gradualità delle tutele e il periodo di contratto.

Intanto i lavori della Commissione Lavoro del Senato si avviano alla conclusione: il via libera è previsto per domani, mentre oggi alle ore 14 scade il  termine per i subemendamenti. Sempre oggi è atteso il parere della commissione Bilancio. L’articolo 4 è l’ultimo da esaminare, poi la commissione potrà consegnare il testo all’Aula. Al momento l’approdo in Aula è previsto per martedì e mercoledì della prossima settimana.

In arrivo anche l’Agenzia unica per le ispezioni sul lavoro, già annunciata dal Ministro Giuliano Poletti in occasione dell’Assemblea Confesercenti 2014. Il governo, nell’ambito della delega sul mercato del lavoro, dovrà, secondo quanto è scritto nell’emendamento dell’esecutivo depositato oggi, razionalizzare e semplificare l’attività ispettiva, “attraverso misure di coordinamento ovvero attraverso l’istituzione senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente, di una Agenzia unica per le ispezioni del lavoro”.

Questo avverrà “tramite l’integrazione in un’unica struttura dei servizi ispettivi del ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell’INPS e dell’INAIL, prevedendo strumenti e forme di coordinamento con i servizi ispettivi delle ASL e delle ARPA”.

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