Editoria, SIL Confesercenti: Inaccettabile vendita libri attraverso biblioteche, anche coinvolgendo librerie

Il vicepresidente Antonio Terzi porta all’attenzione nazionale la recente iniziativa di alcuni Comuni bergamaschi che venderebbero libri attraverso le biblioteche

“C’è un pacco per te”, il sistema di vendita on line agli utenti implementato da alcune biblioteche del bergamasco sta creando un’ulteriore concorrenza sleale per le librerie, suscitando un dibattito che varca i confini regionali e arriva all’attenzione nazionale.

“Stiamo osteggiando questo sistema con tutte le nostre forze”, dice Antonio Terzi, presidente del Sindacato Italiano Librai Confesercenti Bergamo e vicepresidente SIL nazionale. “Non solo per una questione etica: il sistema infatti, consente alle biblioteche di proporre l’acquisto di libri attraverso un portale gestito da una società privata, snaturandole e creando un pericoloso precedente. Un Comune, a nostro parere, non può sfruttare servizi pubblici per mettere a bando la vendita di prodotti commerciali: il rischio è che in futuro questo sistema possa essere applicato ad altre categorie. Si crea, inoltre, anche una violazione della privacy: i Comuni, infatti, in questo modo forniscono a una società privata i dati di cittadini utenti del sistema bibliotecario”.

“Da novembre, continua Terzi, da quando questo sistema è stato adottato dalle biblioteche del bergamasco come SIL ci siamo opposti all’iniziativa, inizialmente assieme anche ad Ascom Confcommercio, denunciando l’ulteriore concorrenza che si sarebbe venuta a creare per il sistema di vendita dei libri. Ora Ascom ha fatto questa controproposta che coinvolge nella vendita le librerie, ma che noi contestiamo non solo perché svilisce il ruolo degli operatori del settore, ma anche perché riduce ancora i già risicati margini di vendita: il margine medio delle librerie per la vendita, infatti, è di un 28/30% e se si deve garantire un 15% di sconto, la commissione del 7% alle biblioteche e i costi di spedizione si comprende bene che per i librai sarebbe solo una rimessa”.

“Siamo pronti – conclude Terzi – a proseguire questa battaglia sino in fondo, in tutela di un comparto che ha vissuto e vive una grave crisi. Vogliamo continuare dialogare con gli Enti per individuare delle soluzioni che mirino a far trovare, anche con strumenti informatici, i libri che gli utenti cercano nei territori. Un servizio che andrebbe a rinsaldare quella collaborazione tra biblioteche e librai che c’è sempre stata e che questa iniziativa sta pesantemente minando”.

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