Expo 2015: bilancio e valutazioni di un grande evento visto da Confesercenti

 

La conclusione di Expo Milano 2015, la grande manifestazione  espositiva quinquennale dedicata a “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”, suggellata dalla dichiarazione di chiusura del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in una scenografia fantastica, dominata dai colori e dalle luci  dell’albero della vita, segna anche un momento di bilanci, di valutazioni e di lasciti materiali ed immateriali.

I numeri sono stati importanti e l’obiettivo dei venti milioni di biglietti venduti ampiamente raggiunto. I numeri raccontano molte cose, ma non tutte. L’eredità che lascia il grande Expo 2015 sono, da un lato, i grandi principi della Carta di Milano, elaborata da scienziati e studiosi di fama mondiale e  firmata da decine di capi di stato e da milioni di visitatori e, dall’altro, un complesso urbanistico da riqualificare con coerenza con quello che Expo ha voluto rappresentare.

Lo sviluppo sostenibile, la lotta alla fame nel mondo, la lotta agli sprechi, la qualità e la sicurezza alimentare, il diritto all’alimentazione, l’educazione alimentare, la salvaguardia delle biodiversità e delle tipicità: sono i temi che la manifestazione italiana di Expo lascia in eredità, come semi di una lavorazione feconda per le generazioni a venire.

Quella sulla riqualificazione delle aree espositive non potrà che partire da questa eredità morale, facendo perno sulla scienza e sulla cultura alimentare e ambientale, costruendo un polo di riferimento europeo sui grandi temi dello sviluppo sostenibile, della vivibilità e dell’intelligenza delle città e della vita sociale.

La valutazione concerne il ruolo delle PMI alimentari del nostro paese che, nonostante  rappresentino il 95% del totale delle aziende produttive, non hanno potuto esprimere al meglio le potenzialità del sistema agroalimentare italiano, essendo stata la loro presenza sacrificata ai grandi marchi spesso in contraddizione con il messaggio di Expo.

Nel grande sforzo corale che ha visto impegnato il paese, Confesercenti e il suo sistema alimentare (distribuzione, ingrosso, ristorazione, somministrazione, ospitalità… ) ha partecipato a decine di iniziative, dato vita ad assemblee, convegni, riunioni, manifestazioni gastronomiche, dimostrazioni di abilità, missioni.

Il sistema confederale ha prodotto il 10 giugno la manifestazione sul mondo biologico, naturale ed eco sostenibile legate al commercio e al turismo con la celebrazione della nascita ufficiale di “Eco-Bio” Confesercenti, l’associazione di settore che si propone la tutela e la valorizzazione delle imprese bio, alla presenza dei principali attori nazionali del settore, al teatro della terra, Parco delle biodiversità di Expo. In contemporanea con l’apertura di Expo, Confesercenti ha dato luogo a Exponimi, un progetto di Confesercenti Milano, in collaborazione con la Confesercenti nazionale, finalizzato a dar vita ad una vetrina per tutte le imprese associate per  essere presenti sul territorio milanese in occasione dell’esposizione universale. Un temporary shop che ha permesso alle PMI imprese associate a Confesercenti, di tutto il territorio italiano, di organizzare la propria presenza durante  Expo.

Nella cornice delle iniziative confederali, la Fiesa Confesercenti il 7 luglio ha organizzato una missione del gruppo dirigente- una cinquantina di persone giunte da ogni parte d’Italia- alla manifestazione espositiva. Nel corso della visita ad Expo 2015, il gruppo dirigente dell’Associazione, ha sottoscritto la Carta di Milano, per ribadire l’impegno ad uno sviluppo sostenibile e alla tutela dell’identità territoriale delle risorse agro alimentari, nella direzione di favorire la diffusione di cibo sano, senza danneggiare le risorse idriche e la biodiversità e per ridurre le disuguaglianze all’interno delle città, che ospitano la maggior parte della popolazione. La firma è stata comunicata al Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina. La firma ha avuto  il senso di comunicare che gli esercizi alimentari di vicinato sono quelli che nello spirito della Carta di Milano già oggi garantiscono uno sbocco al mercato alle piccole produzioni tipiche, escluse dai grandi circuiti commerciali, e forniscono un servizio a tutte le fasce di popolazione, anche a quelle a maggior disagio insediativo e sociale, in una realtà dove gli esercizi di generi alimentari  sembrano essere praticamente spariti in Trentino Alto Adige,  Friuli Venezia Giulia e  Lombardia. Si è voluto comunicare che un aspetto importante del messaggio di Expo  è stato proprio l’inclusività: gli esercizi di vicinato alimentare, con il loro presidio territoriale, garantiscono accesso al cibo anche in quelle aree poco attraenti per i grandi gruppi distributivi. L’impegno rinnovato con la  sottoscrizione della Carta di Milano è quello di rafforzare la mission di servizio a favore dei consumatori, soprattutto nelle aree di disagio abitativo, e di contrasto allo spreco alimentare. Nei locali di Expo, Fiesa Confesercenti ha svolto la riunione della Giunta che ha approvato il documento di sintesi della lotta agli sprechi alimentari, presentato alla Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, e la collaborazione con i padri redentoristi per il sostegno alle attività di lotta alla fame in Madagascar oltre all’anteprima del Rapporto sulla sicurezza alimentare.

Nei padiglioni dell’Expo sono intervenute poi  le delegazioni provinciali e regionali delle Confesercenti, con le loro preziose professionalità e il patrimonio culturale delle pmi territoriali, nell’ambito di varie missioni, organizzate da regioni, comunità montane, camere di commercio, aggregazioni territoriali.

Tra queste si segnalano quelle dell’Emilia Romagna che hanno portato sul palcoscenico mondiale dell’Expo 2015 a Milano, gli imprenditori della regione. aderenti alla rete del Tipico a tavola  e Biogourmet. Sono saliti sul palco della Piazzetta della Regione Emilia Romagna (Cardo Nord Ovest, vicino al Padiglione Italia), ristoratori modenesi e ferraresi rispettivamente con il tortellino, e con il gustosissimo cappellaccio di Zucca; ma anche l’uva grasparossa di Modena e il tortello di erbetta di Parma. La formula utilizzata è stata quella del cooking show, ovvero della diretta dimostrazione dei piatti, che coinvolge direttamente i presenti che per l’occasione sono arrivati numerosi: scoprire i segreti di una delle cucine più famose del mondo è stato una vera ghiotta opportunità. Ma non è tutto: durante le dimostrazioni si sono svolti quiz e giochi con premi e gadget a tema. Poi è stata la volta delle numerose e spettacolari forme che possono prendere la frutta e la verdura della Scuola Intagliatori Frutta Verdura di Modena e dei rappresentanti Assofrutterie di Confesercenti. Hanno evidenziato una significativa presenza i panificatori ferraresi di Assopanificatori, con alcune eccellenze della produzione gastronomica con una ricchezza di prodotti che ha conquistato il pubblico internazionale con  Pampapato, dolci tradizionali ferraresi quali Mandolini, pasticceria secca, pralineria, uova pasquali e altre figure di cioccolato in occasione delle ricorrenze quali Natale, Pasqua, Halloween e San Valentino. Durante l’esibizione, Davide Trombini e Alessandro Orsatti, hanno  presentato la coppia di pane ferrarese e le altre specialità, come i dolci mandurlin del Ponte e la torta tenerina. Durante l’esposizione hanno raccontato la storia della panificazione cittadina e le particolarità del grano ferrarese, segreto dei grandi pasticceri e fornai, spiegando la formula dell’impasto della coppia ed il metodo di preparazione, per arrivare a quella forma ritorta, artistica e unica al mondo, dove due pezzi di pasta si uniscono creando la famosa coppia di pane ferrarese. Domenica 13 settembre, all’Expo di Milano, è stata la grande giornata del Pampapato o Pampepato  ferrarese, ad un passo dall’ultimo step del marchio IGP, l’identificazione geografica protetta. Così come significativa la presenza  degli imprenditori di Confesercenti Modena aderenti, alla rete Tipico a Tavola, Biogourmet e ad Assorturismo e Fiesa, pronti, a far conoscere, attraverso la formula delle dimostrazioni interattive e del cooking show, e quindi promuovere la cultura enogastronomica e non solo di un territorio che vanta eccellenze uniche e di richiamo. Tradizione e riscoperta sono state alla base dell’esperienza culinaria illustrata dai ristoratori, dove il tortellino è stato narrato in ogni sua singola fase di realizzazione – pasta, ripieno, preparazione del brodo di cappone per la cottura – fino alla messa in piatto per la degustazione. Risale invece almeno al Rinascimento la seconda pietanza presentata: la mostarda di Carpi ‘Fina’ e la sua antica ricetta. Benefica e molto efficace è la vinoterapia, o ‘Benessere di Bacco’ a base di uva grasparossa, una linea di trattamenti e cosmesi naturali. L’estro creativo invece è stato il filo conduttore di Frutta e verdura con arte. Gli intagliatori di Fiesa-Confesercenti Luigi Colombini e Franco Capitani hanno aperto la giornata di mercoledì 16 settembre. Dando dimostrazione della loro abilità su come trasformare carote, zucchine, ravanelli, peperoni, angurie, kiwi, cetrioli etc. in elementi decorativi per piatti da portata o in composizioni floreali, destinati ad impreziosire e abbellire le tavole per buffet, cene, banchetti o ricevimenti.

Il tutto mentre il sistema Confesercenti regionale, a livello nazionale e in ogni singola regione,  ha promosso decine e decine  di pullman turistici alla volta di Milano, pieni di imprenditori del settore dell’alimentazione.

Così per esempio regioni come la Toscana, dove Confesercenti si è distinta per aver organizzato missioni dalle diverse aree regionali di imprenditori e iniziative in sinergia con “Vetrina toscana” sintesi della territorialità vocata all’eccellenza delle produzioni a denominazione protetta; l’Abruzzo, con delegazioni di operatori Confesercenti  e l’animazione di  Casa Abruzzo, il Lazio e la CCIAA di Roma con la fattiva collaborazione di Confesercenti Roma nel progetto “Verso Expo 2015”; la Confesercenti Puglia con le eccellenze dei vari territori e del Salento; la Basilicata, con il suo sistema territoriale a tutela delle produzioni tipiche e dei miti e dei riti lucani; la Liguria, con l’iniziativa Confesercenti di  valorizzazione del Tigullio e dell’entroterra genovese, nell’ambito dello “Spazio Liguria” con la tipicità delle produzioni agro alimentari delle valli e dell’entroterra per destagionalizzare le attività del turismo; il Veneto, con l’organizzazione favorita da Confesercenti di incontri d’affari con le missioni di imprenditori dell’est europeo nell’ambito di Expo e del settore agro alimentare. E così nella quasi totalità delle regioni italiane, nelle quali il sistema confederale Confesercenti si è mosso in sinergia con i sistemi territoriali dando luogo ad uno sforzo corale per il buon successo di una grande manifestazione che ha visto impegnato il paese in uno sforzo organizzativo di enormi proporzioni.

Ne esce affermato – come ha dichiarato il Presidente della Repubblica- il diritto al buon cibo e ad una alimentazione sana e sufficiente per l’umanità, l’alimentazione come linguaggio universale del mondo dove le diversità culturali e di produzioni fanno parte della ricchezza della terra da tramandare alle future generazioni.

E’ uno sforzo in cui Confesercenti ha fatto con orgoglio la sua parte, sottolineando i valori su cui è nata e sui quali è cresciuta.

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