Faib e Fegica: la Regione Basilicata faccia rispettare gli accordi sulle aree di servizio Galdo Est ed Ovest. Anas non può sottrarsi agli impegni assunti

aree_servizioCon una nota congiunta Faib e Fegica hanno denunciato lo stato di incertezza delle aree di servizio Galdo Est ed Ovest della Salerno Reggio Calabria, sul tratto lucano.
La nota, inviata all’Onorevole Marcello Pittella Presidente Regione Basilica, all’Arch. Gaetano Mitidieri, Sindaco di Lauria, al Dott. Antonio D’Acunto, Prefetto di Potenza e al Presidente di Anas, Ing. Gianni Vittorio Armani e all’Ing. Settimio Nucci, Responsabile Finanza e Concessioni Autostradali, evidenzia lo stato di profonda preoccupazione per le imprese e i lavoratori occupati, segnalando criticità e inadempimenti.
Faib e Fegica, nel richiamare la crescente apprensione per i noti fatti risalenti alla deviazione dell’intera viabilità nel tratto autostradale limitrofo alle aree di servizio, fanno riferimento al paventato inadempimento da parte di Anas di quanto sottoscritto nel Verbale redatto presso la Prefettura di Potenza il 5 settembre 2013 relativamente al ristoro dei danni subiti per effetto della deviazione veicolare.
Per Faib e Fegica la proposta di Anas di revoca degli accordi assunti nel 2013 a fronte di una imminente realizzazione delle nuove aree ove riallocare le attività delle imprese e ovviamente i lavoratori occupati, risulta allo stato attuale come un tentativo di sottrarsi a precisi obblighi e adempimenti risultanti dalla complessa trattativa conclusa in sede istituzionale.
Si tratta per le Associazioni dei gestori di un tentativo grave ed eticamente scorretto, trattandosi di circa 50 famiglie coinvolte, a cui le Istituzioni coinvolte non possono non garantire il rispetto degli accordi siglati in sede pubblica.
Nella nota alle Istituzione Faib e Fegica ribadiscono di ritenere “l’Anas ancora vincolata agli impegni assunti, per il rispetto dei quali inviteremo le Imprese associate a rivolgersi alla Magistratura competente, nell’attesa di un incontro urgente che la Regione vorrà certamente definire per individuare soluzioni alternative alla delocalizzazione delle sue aree di servizio, al fine di mantenere i servizi e i livelli occupazionali nel territorio della Regione stessa.”

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