Fase Due: la lettera al Presidente di Regione Lombardia da Confesercenti Lombardia

Caro Presidente,

credo che sia giunto il momento delle grandi decisioni!

Dopo sessanta giorni di politiche restrittive adottate dalla Regione Lombardia, talvolta d’intesa con il Governo e talvolta in polemica, per fronteggiare nel modo più efficace possibile la terribile pandemia che ha colpito la nostra regione in modo particolarmente virulento, oggi dobbiamo porci il problema di come riattivare il nostro sistema economico fortemente provato.

Le scrivo a nome delle migliaia di micro, piccole e medie imprese del commercio e del turismo che sin dai primi giorni, per la stragrande maggioranza sono state costrette a chiudere interrompendo qualsiasi possibilità di ricavo, ma mantenendo sostanzialmente inalterati i costi.

Un danno di numerosi miliardi di euro che non potrà essere recuperato in alcun modo e che pregiudicherà la possibilità di ripartenza di numerose imprese. Se da un lato i provvedimenti di chiusura sono stati solleciti, dall’altro le azioni finalizzate ad attutire l’impatto negativo sono a dir poco risibili se si considera che ad oggi l’unico importo che è stato “incassato” dalle imprese corrisponde ai 600 euro di bonus e per alcune, purtroppo, non ancora ricevuto.

Dal Governo alla Regione da lei presieduta non sono arrivati aiuti concreti, se si esclude l’ingente quantità di garanzie sul credito che purtroppo hanno come strettoia la ridottissima disponibilità del mondo bancario.

La stessa Cassa Integrazione in Deroga, che pure doveva rappresentare un positivo sfogo sul piano del reddito dei lavoratori e del sollievo ai costi aziendali, sconta un ritardo talmente elevato nella fase istruttoria e deliberativa da rischiare di essere ininfluente sulla tenuta delle imprese. Ciò pone seriamente il tema del peso negativo degli adempimenti burocratici di cui tanto si parla ma che non trovano mai una reale messa a terra.

Se il commercio piange, il turismo purtroppo non ride! Per la filiera turistica, anche dopo la tanto auspicata apertura, si prospetta un 2020 carico di negatività al punto tale da indurre molte strutture ricettive a decidere per la non riapertura, comprese le agenzie di viaggi ed i tour operator che sono oltre 2.700 nella nostra regione, nonché le migliaia di operatori professionali e numerose imprese della così vasta filiera. Il rischio di una forte limitazione negli spostamenti internazionali, unito alla cattiva reputazione sulla diffusione del Corona Virus, impongono di riconsiderare in modo sostanziale le politiche del turismo nella nostra regione, cosa che, sino ad oggi, non è stata fatta.

Alla luce di queste brevi e sommarie considerazioni, che peraltro sono la punta dell’iceberg di un complesso di problemi che per brevità non riassumo ma che, sono certo, conosce molto bene, ritengo che sia ormai tempo di operare una svolta reale e decisa verso adeguate politiche di sostegno a quelle imprese che i DPCM e le ordinanze da lei emesse sono state costrette (sottolineo costrette) a chiudere.

In primo luogo è giunto il tempo di conoscere nel dettaglio quante sono le risorse disponibili nel bilancio regionale che possono essere dedicate – non già alle garanzie per le ragioni poc’anzi evocate – ma ad interventi in conto capitale. Perché caro Presidente, è un tema rimasto troppo in ombra nel dibattito regionale e ora deve essere portato decisamente in chiaro.

In secondo luogo è indispensabile attivare al più presto le risorse provenienti dal POR FESR per favorire azioni di sostegno, in conto capitale, agli investimenti necessari alle dotazioni per imprese del commercio e del turismo in materia di protezione sanitaria.

Sul tema della liquidità, richiamando le precedenti considerazioni, riteniamo importante passare dal meccanismo della garanzia pubblica – sostanzialmente inefficace – a quello molto più concreto del reperimento diretto delle provviste finanziarie finalizzato ad interagire con il mondo dei Confidi che potrebbero divenire un driver importante.

Ma se il punto di partenza è quello delle ingenti perdite subite in questi mesi, e della permanente stretta creditizia, riteniamo che senza aiuti concreti, tangibili e adeguati da parte di Regione Lombardia, la ripartenza sarà davvero proibitiva.

Infine resta sullo sfondo la necessità di non prevedere ulteriori provvedimenti restrittivi. In questo senso ho fortemente apprezzato la sua presa di posizione nei confronti del Governo finalizzata ad anticipare i termini della riapertura delle attività rispetto agli inaccettabili orientamenti del governo.

L’economia lombarda, fortemente provata da questa lunga stagione di lockdown, deve ripartire tentando per quanto possibile di recuperare il terreno perduto.

Il commercio e il turismo per le note ragioni, devono essere messi nella condizione di poter ripartire attraverso concreti interventi di sostegno e di incentivazione.

Mi consideri a sua totale disposizione per ulteriori approfondimenti.

Mi è gradita l’occasione per porgerle cordiali saluti.

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