Fiepet Confesercenti Firenze: “Green Pass. Soluzioni coerenti e non discriminanti”

Il Presidente Brogi: “Secondo noi è prematuro in questa fase stravolgere una situazione che tutto sommato è abbastanza sotto controllo, con comportamenti responsabili, rispettando le regole, si può andare avanti in questo modo”

Di seguito la nota di Franco Brogi Presidente Fiepet Confesercenti Firenze

Nelle ultime ore stanno circolando anche nel nostro Paese ipotesi di un green pass “alla francese”, necessario per frequentare bar, ristoranti, treni o aerei, ovvero tutti i luoghi di socialità; questa la decisione presa in Francia dal presidente della Repubblica Emmanuel Macron a partire dal 1 agosto per contrastare la variante Delta del Covid. In Italia, è stato, tra gli altri, il ViceMinistro alla Salute Pierpaolo Sileri in un’intervista ad un quotidiano a rimarcare la possibilità di introdurre l’obbligatorietà del Green Pass per accedere ai “luoghi della socialità”.

“Noi riteniamo che in questa fase siano necessarie misure coerenti con l’attuale situazione sanitaria, e solo se i dati dovessero peggiorare ricorrere all’obbligatorietà del Green Pass, all’interno di in provvedimento che però deve essere armonizzato e ne contempli l’utilizzo non solo alle sole attività di ristorazione. Altrimenti da elemento di “sicurezza” si va nuovamente a diffondere un messaggio penalizzante per il settore”. – afferma Franco Brogi Presidente Fiepet Confesercenti Firenze– Soluzioni che siano in grado di mettere al primo posto la salute pubblica senza dimenticare però l’aspetto economico. Il Green Pass può essere la soluzione da valutare per un ritorno alla normalità, senza più limitazioni, e dare un segnale di sicurezza che favorisca la socialità, ma solo se accompagnato da un’ulteriore accelerata della campagna vaccinale, anche nel periodo di agosto, evitando discriminazioni e storture”.

“Abbiamo ripreso a lavorare da un mese, lasciateci prendere respiro”. – continua Brogi – “Siamo in piena estate e si vive all’aperto, anche le norme che hanno consentito di allargare gli spazi all’aperto fanno sì che la maggior parte dei locali viva all’esterno e quindi con un rischio di contagio basso o bassissimo, anche i dati delle ospedalizzazioni non sono lontanamente paragonabili a quelli di aprile e ci confortano. Secondo noi è prematuro in questa fase stravolgere una situazione che tutto sommato è abbastanza sotto controllo, con comportamenti responsabili, rispettando le regole, si può andare avanti in questo modo”.

“L’accesso con il green pass che potrebbe evitare nuove chiusure del settore ristorazione sarebbe anche di non facile attuazione. Poiché è necessario ricordare che c’è ancora una parte della popolazione, soprattutto i giovani, che non ha ricevuto la seconda dose del vaccino o addirittura neanche la prima, e questo non per scelta ma per ritardi nella campagna vaccinale. Anche per questo è importante evitare decisioni che determinano discriminazioni. – conclude il Presidente Fiepet – L’obbligatorietà del Green Pass può essere una misura utile ad incentivare le vaccinazioni e soprattutto a sbloccare i cosiddetti ‘indecisi’; e quindi a garantire una ripresa in sicurezza del Paese e delle attività economiche, ma questo non deve determinare discriminazioni tra fasce della popolazione e arrecare ulteriori danni alle attività del settore ristorazione; già profondamente stremate dai precedenti mesi di lockdown.

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