Fisco, dal Governo via libera alla delega fiscale

Arriva il via libera del Consiglio dei ministri alla delega per la riforma fiscale. Revisione delle aliquote Irpef, abolizione dell’Irap e revisione dell’Ires, lotta all’evasione e riordino delle aliquote Iva. Sono queste le principali questioni contenute nella delega fiscale e composta da dieci articoli. La legge delega, dopo mesi di gestazione, dovrà riscrivere il sistema del prelievo fiscale e adeguare la cornice normativa per un nuovo fisco più semplice e ‘4.0’.

Una volta approvata dal Parlamento, il Governo avrà 18 mesi per attuare la delega fiscale emanando i decreti attuativi.  Gli obiettivi fondamentali sono la crescita dell’economia, attraverso l’aumento dell’efficienza della struttura delle imposte e la riduzione del carico fiscale sui fattori di produzione; la razionalizzazione e semplificazione del sistema tributario, preservandone la progressività, da attuarsi anche attraverso la riduzione degli adempimenti e l’eliminazione dei cosiddetti ‘micro-tributi’, la riduzione dell’evasione.

Riordino Iva. “Per semplificare la gestione e l’applicazione dell’imposta – secondo quanto si legge  – contrastare l’erosione e l’evasione, aumentare il grado di efficienza in coerenza con la disciplina europea armonizzata dell’imposta, la delega fiscale si propone di razionalizzare la struttura dell’Iva, in  particolare per quanto riguarda il numero delle aliquote, i livelli delle aliquote e la distribuzione delle diverse basi imponibili tra le diverse aliquote.

Addio addizionale Irpef, arriva la sovraimposta. Il Governo è delegato ad attuare, si legge nel testo, “una revisione delle addizionali comunali e regionali all’Irpef secondo i seguenti criteri e principi direttivi: prevedere la sostituzione dell’addizionale regionale all’Irpef con una sovraimposta sull’Irpef la cui aliquota di base può essere aumentata o diminuita dalle regioni entro limiti prefissati. La sostituzione deve garantire che con l’applicazione della nuova aliquota di base della sovraimposta le  regioni nel loro complesso ottengano lo stesso gettito che avrebbero acquisito applicando l’aliquota di base dell’addizionale regionale all’Irpef stabilita dalla legge statale”.

Graduale superamento Irap e revisione Ires. Nell’ambito della revisione dell’imposizione sui redditi personali e dell’imposizione sul reddito d’impresa il Governo è delegato ad emanare uno o più decreti legislativi per attuare ”un graduale superamento dell’Imposta regionale sulle attività produttive, ovvero l’Irap. Il Governo affronterà, quindi, la “razionalizzazione dell’Ires, finalizzato alla riduzione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese, anche attraverso un rafforzamento del processo di avvicinamento tra valori civilistici e fiscali, con particolare attenzione alla disciplina degli ammortamenti. “Le norme – secondo quanto si apprende – dovranno essere rivolte alla ” coerenza del complessivo sistema di tassazione del reddito d’impresa con il sistema di imposizione personale sui redditi di tipo duale”. Si stabilisce,  inoltre, che si dovrà raggiungere una ”tendenziale neutralità tra i  diversi sistemi di tassazione delle imprese, per limitare distorsioni di natura fiscale nella scelta delle forme organizzative e giuridiche dell’attività imprenditoriale”.

Revisione catasto e mappatura immobili. Un aggiornamento del sistema della mappatura catastale - in particolare su immobili non censisti, abusivi, edificabili accatastati come agricoli - e nuovi criteri aggiuntivi per la descrizione degli immobili da utilizzare a partire "dal 1 gennaio 2026". Queste le due indicazioni per la riforma del catasto contenuti nella bozza della delega fiscale. Si precisa che "i nuovi criteri non saranno utilizzati per la determinazione della base imponibile dei tributi la cui applicazione si fonda sulle risultanze catastali. Ci saranno un aggiornamento periodico di valori e rendite e norme ad hoc per gli immobili storico-artistici.

Le risorse per la delega fiscale. Per l’attuazione della delega fiscale si potranno utilizzare “2 miliardi nel 2022 e 1 miliardo nel 2023 dal fondo per la riforma fiscale creato con l’ultima manovra”. “Le risorse del fondo, precisa la bozza, potranno essere integrate con le nuove entrate strutturali derivanti dalla lotta all’evasione fiscale. L’attuazione della delega non dovrà comunque pesare sui conti pubblici ed eventuali decreti che richiedano fondi andranno varati contestualmente o dopo i provvedimenti che reperiscono le risorse necessarie”.

 


 

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