Fisco: Caf, 2,3 mln di 730 fai-da-te, 400.000 in più del 2016

17 milioni di cittadini si sono presentati a centri assistenza

Sono 20 milioni le dichiarazioni dei redditi degli italiani nel 2017 (riferite all’anno 2016) effettuate attraverso il modello 730. Una parte di queste, quasi 2,3 milioni, sono state inviate online direttamente dai contribuenti, 400.000 in più dello scorso anno.

Sono i dati elaborati dalla Consulta Nazionale dei Caf in base alle statistiche ufficiali del sito dell’Agenzia delle entrate. Nelle sedi dei Caf si sono presentati oltre 17 milioni di cittadini,
che hanno delegato gli stessi Centri a scaricare 16 milioni di dichiarazioni precompilate.

“La dichiarazione precompilata migliorerà ancora e renderà fruibile anche il servizio online ad un numero maggiore di contribuenti – affermano i Coordinatori della Consulta, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini – essa è diventata, allo stesso tempo, un elemento di supporto e di raffronto per l’attività di assistenza del Caf al contribuente e, specularmente, un banco di prova per la qualità dei dati inviati dai diversi soggetti chiamati ad alimentare il sistema
(banche, assicurazioni, settore della sanità, ecc.)”.

“I positivi risultati dei primi tre anni di sperimentazione della dichiarazione dei redditi precompilata “non si sarebbero potuti realizzare senza l’attività svolta in modo professionale e capillarmente su tutto il territorio nazionale dagli oltre 20.000 dipendenti qualificati che operano nelle strutture dei Centri di Assistenza Fiscale”. I Caf “sono il riferimento della quasi totalità dei lavoratori e dei pensionati italiani, ai quali offrono assistenza e tutela”, sottolineano ancora Bagnoli e Soldini. Pensare al superamento dell’intermediazione nel rapporto tra Stato e cittadino, “affidata oggi ad un interlocutore credibile ed affidabile, si dimostra sempre più velleitario e costoso. Costoso per il singolo, perché attraverso un seppur contenuto aumento delle tariffe del servizio, ai Caf si prospetta uno scenario difficilissimo: non possono pareggiare il taglio inspiegabile operato dalla legge di Stabilità 2016, con una decurtazione che nell’arco di un triennio raggiungerà i 100 milioni di euro (pari ad oltre un terzo di quanto assicurato loro per l’attività solo nel 2015). Costoso per la collettività perché non viene colto il valore positivo che i Caf trasferiscono allo Stato con la loro mediazione. Valore costruito sulla fiducia perché basato sulla vicinanza e sulla tutela”.

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