Fismo Confesercenti Cagliari. Saldi: tornare alla stagionalità e alle regole certe, controlli e sanzioni proporzionate. Alla richiesta di Confesercenti l’Assessore Morandi si impegna a creare le condizioni politiche per aiutare il commercio dei centri cittadini

cagliari_tavola_rotonda_08062015_logoPiccole e medie attività chiudono e l’arrivo dei prossimi saldi che partiranno il 4 luglio saranno la chiave decisiva per tanti negozi che sono in grave crisi. Il grido d’allarme dei commercianti sardi si fa sentire forte. In una location, il Lazzaretto di Cagliari, volutamente scelta per riempire di significato – come ha affermato il Presidente della Confesercenti Sardegna Marco Sulis – la pestilenza che sta decimando il piccolo commercio. Un grido riportato anche daRoberto Manzoni, Presidente Nazionale FISMO Federazione Italiana Settore Moda e Giuliano Frau, Presidente Regionale ADOC, Associazione Orientamento Difesa Consumatori.
Le problematiche sono tante e i saldi diventano la punta dell’iceberg di un commercio che è arrivato al collasso. Principali imputati i centri commerciali e i commercianti non proprio corretti che usano il sistema dei ribassi tutto l’anno o anticipando i saldi in spregio ad ogni regola. Le multe? Poche migliaia di euro indipendentemente dal volume d’affari, che diventano pesanti per un piccolo commerciante, mentre sono una piccola goccia nel mare della convenienza per un centro commerciale. Sempre che le sanzioni vengano applicate. Ma spesso non accade.
“I saldi sono la più importante operazione di marketing che possono fare i piccoli commercianti  e togliere questo strumento forse aggraverebbe ancora più la situazione già molto grave e comprendo tutta la vostra preoccupazione – ha affermato  Francesco Morandi, Assessore Regionale della Sardegna al Commercio Turismo e Artigianato – le regole vanno rispettate e si devono creare le condizioni politiche perché vengano rispettate. Prima di tutto è necessario porsi a un tavolo con gli interlocutori veri, Regione, Anci, Finanza, Agenzia delle Entrate, Prefettura, e magari stabilire un anno di controlli sul commercio. Per quanto riguarda le sanzioni è necessaria una proposta di Legge da proporre al Consiglio Regionale”.  L’apertura al dialogo c’è e la possibilità di discutere sulle proposte è ampia, e seppure la strada appare in salita, da qualche parte si deve iniziare.
E seppur si rispettassero le regole, non si può davvero parlare di stagione dei saldi. “I primi di gennaio e i primi di luglio rappresentano per i commercianti la stagione piena e non un fine stagione in cui si possono svuotare i magazzini e ribassare il residuo – ha affermato Davide Marcello, Presidente Regionale Sardegna FISMO, che ricorda anche quanto le regole non vengano rispettate neanche con i nuovi strumenti tecnologici – risale al 2004 una sentenza del TAR del Lazio che vieta nei 40 giorni prima dei saldi anche per via mail o sms, anche se solo a vantaggio dei clienti possessori di Carta fedeltà”. Eppure ormai è una abitudine che i centri commerciali cittadini, ma anche i commercianti, pur di non soccombere alla concorrenza, utilizzano per promuoversi nei periodi “vietati”.
Non sarà facile contrastare l’abusivismo galoppante, ma è indispensabile agire in fretta.

Leggi l’Articolo de “L’Unione Sarda”

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