Giammaria: Dopo il flop delle vendite del ponte dell’Immacolata è necessario correre ai ripari: anche a Roma bus gratis nei week end dello shopping natalizio per sostenere i consumi

Inviata una richiesta di incontro al Commissario Tronca

Secondo Confesercenti resta un Natale di parsimonia e speranza

La spesa media delle famiglie si attesterà sui 250 Euro

Giammaria: “Dopo il flop delle vendite durante il lungo ponte dell’8 dicembre, con i nostri commercianti che hanno visto ridursi il fatturato delle giornate rispetto a quello dello scorso anno del 30%, con punte del 60% nel centro della città, ora occorre un gesto significativo per sostenere i consumi sulle strade della Capitale, risarcire i romani e i commercianti dai disagi alla mobilità subiti, contribuire ad abbattere l’inquinamento, incentivare l’uso dei mezzi pubblici: rendiamo gratis anche a Roma il trasporto pubblico nei week end dello shopping natalizio”.

“La settimana che va da questo week end al prossimo – precisa Giammaria, Presidente Confesercenti Roma – sarà decisiva per tracciare un primo bilancio delle vendite di questo Natale, caratterizzato dal Giubileo Straordinario della Misericordia, fortemente condizionato dal rischio sicurezza. Una occasione da non perdere per riaccendere una speranza nelle migliaia di piccole imprese commerciali della capitale, ormai a rischio fallimento e restituire fiducia e speranza ai cittadini.

Per questo proponiamo – sottolinea Giammaria – che già da questo fine settimana e per il prossimo – sabato 12 e domenica 13 e sabato 19 e domenica 20 dicembre – si stabilisca la gratuità dei mezzi pubblici per i cittadini. Una proposta chock che potrebbe avere anche l’effetto per riallacciare un rapporto positivo dei romani con la Città. “Un esperimento che dovrebbe essere ripetuto nei giorni del 5 gennaio, in occasione del primo giorno dei saldi e sabato 9 e domenica 10 gennaio 2016”.

I dati della crisi

“Purtroppo i dati economici nella pmi che abbiamo dato nei giorni scorsi – precisa Giammaria – sono inequivocabili: si registrano nel 2015 altre 3 mila chiusure e 1.500 fallimenti che produce oltre 10.000 disoccupati. E pensare che dall’altro lato della legalità, sempre nella città di Roma, opera un esercito di abusivi – se ne stimano 20 mila di cui 8 mila solo nel cuore cittadino, – che sottraggono miliardi di euro alle casse dei negozi e dello Stato, circa 2,5 miliardi l’anno. Diamo atto, a questo riguardo, al Commissario Tronca che in questa direzione ci si sta iniziando a muoversi.”

 

Il sondaggio in breve

“Si tratta comunque di un Natale dove sembra resistere la speranza ad un anno difficile che va a terminare e questo segnale ci arriva anche dal nostro settore, – indica Giammaria -, pensiamo alle tante piccole attività che nella periferia romana e non solo, con sacrificio hanno acceso le loro luminarie, nell’anno in cui paradossalmente alcune vie e strade dello shopping tradizionali, per la prima volta hanno deciso di non installarle”.

 

La crisi che continua e le “tasse natalizie” spingono a mantenere un atteggiamento prudente nel consumo per le prossime festività.

Il pensiero dei romani – prosegue Giammaria – resta rivolto ai problemi più gravi con cui si deve convivere, primo tra i quali quello della disoccupazione, in particolar quella giovanile, ma la tendenza che emerge – da un nostro sondaggio – è quella, comunque, di destinare un po’ di risorse in più alla festività del Natale, specialmente quello dei bambini, perché ancora sia una festa in piena regola.

Quindi il Natale 2015 si presenta sotto il segno della parsimonia ma dove, comunque, non si attenua la speranza per una ripresa.

Stimiamo, la spesa media di una famiglia in circa 250 Euro.

Si conferma, anche quest’anno a maggior ragione, il Natale come una festività che tradizionalmente si passa in casa con parenti e amici.

Sul versante della spesa, questa sarà caratterizzata ancora da beni per la casa, la famiglia, i doni per i più piccoli e l’elettronica.

 

Il Natale nei settori merceologici

Nel settore erboristeria – la voglia di naturale cresce, e le erboristerie seguono il trend.

Se pur con l’ovvia fatica di questi anni (tasse, bollette in aumento, ecc) il settore regge, ed anche bene, in molti casi.

Perche?

Si diffonde la voglia di avere consulenze personalizzate rispetto alle vendite despecializzate della grande distribuzione e alle vendite on line che vanno bene solo per prodotti già noti.

Si espande, per motivi di salute (celiachia, allergia al nichel, digestioni difficili, intossicazioni varie…) la richiesta di prodotti green, biologici, semplici, per gestire al meglio e accompagnare stili di vita più sani e benefici

Cresce anche una visione più etica della vita, che va dall’idea del km0 alla recente “moda” vegana, dall’equo e solidale alla ricerca di erbe ed infusi biologici e non trattati.

Spezie ed erbe officinali sono ormai entrate nell’uso comune!

Inoltre in erboristeria i prodotti non sono costosi sempre e per principio: un erborista professionale sa sempre come adattare il consiglio non solo alle esigenze del cliente, ma anche alle tasche!

A Natale poi, la paura di sprecare tanti soldi in spese inutili legato alla voglia di stare insieme in modo più vero, più caloroso e più semplice, invogliano tanta gente a farsi un giro in erboristeria: dove viene offerta una gamma di possibili regali tutti naturali, divertenti e speciali, che ci si orienti sui prodotti per la cura del corpo, sulle erbe i the e gli infusi o ancora sulle mille soluzioni per profumare la casa…

Nel settore abbigliamento – calzature a fronte di una situazione che permane delicata per la contrazione dei consumi (-25/30% nel 2015) che da anni colpisce il comparto – dichiara Ilaria Ricciardi Presidente FISMO (settore moda) – questo Natale si presenta con ulteriori criticità dove pesano non solo le tasse, le imposte e i servizi ma anche la data di inizio dei prossimi saldi invernali che è fissata al prossimo 5 Gennaio. Questo inizio così ravvicinato alle festività e lontano dalla effettiva “fine stagione” comporta un sostanziale fermo del settore con preoccupanti ripercussioni sullo stesso, sia dal punto di vista economico che occupazionale.

I consumatori infatti propenderanno ad aspettare l’inizio degli sconti per acquistare capi importanti. I regali quindi nel settore abbigliamento saranno più che altro rivolti a capi economici e agli accessori: t-shirt, piccola bigiotteria, borse, orologi, sciarpe e guanti.

Abbigliamento, calzature e pelletteria che pur avendo effettuato sconti e promozioni praticamente per quasi tutto l’anno hanno visto ancora contrarre la spesa dei consumatori.

Le attività del settore si preparano, comunque, al Natale con una forte attenzione al consumatore elevando la capacità di assistenza e di servizio e con un costante contenimento dei prezzi.

Nel settore alimentare – a fronte di un calo di un -8% nel corso del 2015, per i consumi di Natale si ha un quadro che vede una sostanziale tenuta delle vendite anche per le molte promozioni che stanno caratterizzando questo periodo sia in generale che sui prodotti tipicamente natalizi (panettone, pandoro, torrone, spumante, ecc.).

La crisi, lo scorso anno, ha anche evidenziato una dinamica che tende a premiare i consumi a ridosso della festività deprimendo quelli delle settimane precedenti.

Un trend simile è molto probabile per la prossima festività dal momento che il contesto economico è simile o addirittura peggiorato.

Parlare di previsioni sui consumi natalizi dichiara Paolo Cicconi Presidente FIESA (settore Alimentare) Confesercenti – non è cosa così difficile.

Se da un lato come imprese notiamo che per i prezzi all’acquisto vi è una sostanziale stabilità, anzi in molti casi prevale la convenienza, dal punto di vista delle vendite le note sono più che dolenti poiché si può parlare senz’altro “della fatica” dei prodotti a uscire dai negozi e quindi un rallentamento delle vendite come non si vedeva da anni!

Tutta la partita del Natale si giocherà sul piano delle “offerte speciali” che paradossalmente tendono spesso ad avere sui consumatori un effetto dirompente e non stabilizzante sugli acquisti. Quindi la considerazione da fare riguarda il fatto che assisteremo a vendite natalizie che si trasformeranno in “svendite natalizie” con effetto negativo a cascata per cui ci sarà un rilancio dei consumi della cui consistenza è fortemente lecito dubitare.

Nel settore della profumeria il Natale rappresenta una importante occasione di recupero rispetto al calo subito nel corso dell’anno (circa il 20%).

Il settore si caratterizza con molte iniziative promozionali, l’orientamento agli acquisti si indirizza, comunque, su articoli di prezzo medio – basso con una spesa che si attesta sui 15 Euro. La tendenza all’acquisto si indirizza prevalentemente verso i prodotti corpo (gel doccia, crema mani, latte corpo etc.) e piccoli oggetti di utilità come ad esempio pochette porta trucco, kit formato viaggio, piccoli bijoux.

Settore elettrodomestici / HI – FI – Questo comparto per il periodo natalizio si presenta con molteplici iniziative promozionali e sconti al consumo per incentivare gli acquisti.

Una specifica attenzione per i prodotti novità quali i tablet.

In tendenza i telefonini Smart Phone di ultima generazione.

Vi è un orientamento all’acquisto di regali utili in particolare per i piccoli elettrodomestici.

Giocattoli – Il Natale è la festa per eccellenza dell’infanzia e questo costituisce una base importante per una previsione di acquisti non negativa comunque orientati ad una spesa attenta ed a una scelta che privilegia il giocattolo educativo, oltre che l’acquisto di “tendenza”.

Librerie – Il Natale si conferma come un’occasione per i romani di interesse per il mondo della lettura.

In libreria i prezzi sono stabili, inoltre, le uscite dei Best – sellers dei principali autori contribuiscono al richiamo dell’attenzione dei consumatori.

La narrativa si conferma, comunque, al primo posto nella scelta del regalo, subito seguita dalla saggistica oltre ai libri per bambini che in occasione delle festività natalizie incrementano l’attenzione nell’acquisto.

 

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