Il numero estremamente elevato di iscritti al recente bando nazionale per guide turistiche – quasi 29 mila – dopo anni di assenza di una normativa organica di settore, insieme all’età media dei candidati e agli esiti dell’esame, restituisce un dato evidente anche a Padova: per molti aspiranti la professione di guida turistica continua a non essere percepita come un lavoro strutturato e qualificato, ma come un’attività accessoria o un semplice riempitivo.
Una lettura che Confesercenti Veneto Centrale, insieme alle guide turistiche operanti sul territorio padovano, respinge con decisione. A Padova la guida turistica rappresenta un presidio fondamentale di qualità dell’accoglienza, soprattutto in una città a forte vocazione culturale, universitaria e religiosa, dove la competenza professionale è un elemento essenziale per garantire un turismo sostenibile e rispettoso dell’identità locale.
La riforma della professione di guida turistica, voluta dal Ministero del Turismo, ha segnato un passaggio importante anche per il territorio padovano. Si tratta di una riforma migliorabile, ma che per la prima volta ha introdotto regole chiare e omogenee su tutto il territorio nazionale. «Il contrasto all’abusivismo, la definizione puntuale della figura professionale e delle competenze richieste rappresentano risultati di grande valore per le guide turistiche padovane. – commenta Paola Moressa presidente dell’Associazione Guide Turistiche Federagit – In questo percorso Confesercenti Veneto Centrale è già impegnata sul territorio con l’organizzazione di percorsi di formazione e aggiornamento professionale rivolti alle guide turistiche, pensati per accompagnare l’attuazione della riforma e rafforzare ulteriormente le competenze richieste da una città complessa e stratificata come Padova. Un investimento concreto sulla qualità del lavoro e sull’elevato livello dell’offerta turistica locale».
Accanto alla riforma normativa, però, emerge con forza la necessità di un cambio di passo anche sul piano dei controlli. Confesercenti Veneto Centrale e le guide turistiche sottolineano come sia fondamentale che amministrazioni locali e corpi di polizia prendano pienamente atto che solo le guide turistiche abilitate sono autorizzate a svolgere attività di spiegazione nelle città e nei relativi monumenti. Una consapevolezza che deve tradursi in azioni concrete, attraverso controlli sistematici e, quando necessario, nell’elevazione di sanzioni, per contrastare pratiche diffuse che vedono associazioni, capigruppo stranieri, autisti o altri soggetti non abilitati svolgere impropriamente attività di guida, con ricadute negative sulla qualità dell’offerta turistica e sulla tutela della professione.
Quello appena concluso è stato a tutti gli effetti un “anno zero”, il primo di applicazione concreta della nuova disciplina. Per questo Confesercenti Veneto Centrale chiede ora di riaprire un confronto con le associazioni sindacali realmente rappresentative della categoria, per fare il punto anche a partire dalle esperienze maturate nel territorio e ricalibrare, se necessario, alcuni aspetti applicativi della riforma, dalle ore di aggiornamento ad altri elementi che possono essere migliorati per rispondere meglio alle specificità dei territori e del lavoro quotidiano delle guide turistiche.