Guide turistiche, Federagit Confesercenti scrive al Ministro: “Su bando serve confronto con le associazioni di categoria, così si rischia di indebolire la riforma”

Assoturismo-Cst

Federagit Confesercenti ha scritto al Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi per chiedere un riesame immediato sulla sessione 2026 dell’esame di abilitazione alla professione di guida turistica, con la sospensione delle procedure, lo spostamento della prova scritta fissata al 5 giugno, la pubblicazione del verbale della Commissione su programma e griglie di valutazione e, soprattutto, l’apertura di un tavolo permanente con le associazioni di categoria.

“Federagit – spiega la Presidente Micol Caramello – conferma il proprio convinto sostegno alla riforma nazionale della professione di guida turistica. Tuttavia, nell’interesse dell’intera categoria, riteniamo doveroso segnalare le criticità che caratterizzano la sessione d’esame 2026. Innanzitutto, le associazioni non hanno potuto contribuire a migliorare l’impianto selettivo, alla luce delle criticità emerse nella prima edizione dell’esame nazionale, ma si sono trovate davanti a scelte già definite”.

Per l’Associazione di categoria la sequenza temporale adottata rischia di compromettere la qualità della selezione e di alimentare incertezza nella categoria: programma, criteri e griglie pubblicati il 20 maggio a fronte di una prova scritta fissata al 5 giugno, con un margine di preparazione estremamente ridotto, in un periodo intenso per chi lavora nel settore turistico.

“Ci sono numerose questioni strutturali ancora irrisolte per una vera attuazione di una riforma che rafforzi la tutela della professione. In particolare, il tesserino di riconoscimento professionale non risulta ancora introdotto e il tavolo di confronto con il Ministero della Cultura, necessario per affrontare le questioni relative all’accesso delle guide nei siti museali statali, non è stato attivato. Mancano poi controlli efficaci sul territorio, non avendo il Ministero ancora trasmesso alle Regioni indicazioni operative che le sollecitino a verificare il rispetto delle norme sull’esercizio della professione”, sottolinea la Presidente di Federagit.

“Federagit Confesercenti – si legge nella lettera inviata al Ministro – desidera ribadire con chiarezza che non sono in discussione la riforma né la necessità di sessioni periodiche e nazionali di abilitazione. Proprio per tale ragione, una procedura costruita in termini così compressi, e in assenza di un reale confronto con le rappresentanze di categoria, rischia di produrre effetti contrari: indebolire la credibilità della riforma, esporla a contestazioni diffuse e generare tra i professionisti un clima di incertezza”.

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