Il Presidente della Fismo Roberto Manzoni confermato all’unanimità per la seconda volta alla guida della Fismo Nazionale. Sintesi interventi del Convegno

Anna Maria Curcio,  Docente di Sociologa Generale e Storia del Pensiero Sociologico presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre, conosciuta in tutto il mondo per i suoi studi e le sue ricerche e pubblicazioni, è stata la Relatrice d’eccellenza al Convegno organizzato dalla Fismo Nazionale sul tema: Moda-Cultura-Economia che ha occupato la prima parte della giornata del giorno 12 maggio, per dare spazio nel primo pomeriggio all’Assemblea Elettiva Fismo che ha riconfermato all’unanimità il mandato al Presidente Nazionale  uscente Fismo Roberto Manzoni.
La Professoressa si è soffermata sugli aspetti sociologici della moda, sull’etimologa del termine Moda, partendo dalle radici classiche, termine che deriva dal latino “modus” che significa maniera, norma, ma anche moderazione, discrezione.
La moda quando si afferma diventa fenomeno di costume e se nasce all’inizio per soddisfare la necessità umana correlata alla sopravvivenza di coprirsi con tessuti o pelli, in realtà l’abito assume fin dalle antiche civiltà anche precise funzioni sociali, che distinguono le varie classi sociali e le mansioni sacerdotali, amministrative e militari.
Più connesso alla sociologa è il mascheramento che può servire a nascondere lati della personalità umana che non si vogliono mostrare o mostrare.
Ci sono, continua la Professoressa Curcio, mode passeggere e mode durature, ma la moda si insinua in tutti gli interstizi della società anche se noi non ce ne rendiamo perfettamente conto.
La moda come fenomeno sociale è un’istituzione sociologica tipica, spesso relegata in una dimensione meramente formale, che soddisfa il bisogno e il desiderio di identità di ciascuno di noi, che spera di realizzare attraverso l’obbedienza  ai suoi diktat.
E’ vero, invece, che la moda, pur rispondendo a questa illusione transitoria, non cambia i valori portanti della società, ne è solo interprete, tende a trasformare i contenuti culturali e mira a trasformare la cultura stessa senza peraltro riuscirvi.
Nella società contemporanea, con l’affermarsi della globalizzazione, la moda ha esasperato alcune sue caratteristiche principali quali: la velocità, la superficialità, la volontà di identificazione e comunicazione, il consumo sociale, la massificazione insieme ad un certo elitismo, il segno del riconoscimento (soprattutto delle mode giovanili), l’industrializzazione e la strumentalizzazione del fenomeno.
Tutti questi aspetti, ciascuno dei quali costituisce un importante oggetto di riflessione e di ricerca, sono alla base della conoscenza e dell’interpretazione della modernità, dei suoi paradigmi, della sua complessità e delle sue contraddizioni.
Secondo relatore è stato il Prof. Alessandro Saggioro con il quale la Fismo ha consolidato nel tempo una proficua collaborazione, basato sullo scambio di competenze e di esperienze e che ha portato alla realizzazione di un ambizioso progetto fra la Fismo e la Cattedra del Costume e della Moda di cui il Prof. Saggioro è titolare.
Il Prof. rilancia il valore della cultura della moda Italiana in Italia e nel mondo, dello stretto nesso fra i saperi e la moda, la moda come volano della economia ma anche dell’immagine di un Paese.
Altro progetto concreto da realizzare con la Fismo è quello di creare un reale ponte formativo fra Università e  mondo economico, premiando i giovani talenti da poco usciti dalle Università, nuovi marchi che possono rappresentare le speranze del domani, utilizzando la nostra distribuzione tradizionale basata su competenze acquisite, per lanciare sul mercato giovani stilisti emergenti.
Terzo relatore il Dott. Zanlari, Presidente dell’Indis, che si è soffermato sugli aspetti della nostra distribuzione, sul valore del Made in Italy, sulle eccellenze italiane, sull’importanza delle competenze, sulla necessità di cambiare radicalmente la politica economica sia nazionale che europea che certamente non ha tutelato abbastanza i nostri prodotti.
Grande distribuzione, marchi globalizzati, dove il consumatore non è considerato una persona ma un numero, hanno impoverito la nostra cultura e la nostra immagine rappresentano una minaccia per la nostra cultura.
Il futuro della moda resta fortemente ancorato alle nostre tradizioni ed eccellenze prosegue il Dott. Zanlari, è fortemente connesso al nostro territorio, , cambiano i modi di fare commercio, la tecnologia aiuta ed è necessaria, ma nulla potrà mai sostituire il “fare italiano” che rimane un Made in Italy  invincibile.


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