Legge stabilità, Vivoli: “Ci aspettavamo provvedimenti per la crescita”

anci
Il Vice Presidente Vicario di Confesercenti è intervenuto alla tavola rotonda durante la seconda sessione di lavori dell’assemblea Anci di Firenze

”Dal patto di stabilità ci aspettavamo provvedimenti per la crescita. Ci aspettavamo politiche forti sul lavoro per arginare la perdita di occupazione che avviene giorno dopo giorno. Tutto questo non c’è stato”. Lo ha detto il  vicepresidente di Confesercenti, Massimo Vivoli, nel suo intervento  alla tavola rotonda tra sindacati, sindaci e imprese nel corso della seconda giornata di lavori dell’assemblea Anci di Firenze.
”Nel 2013 – ha ricordato Vivoli – saranno 171mila le imprese che chiuderanno in passivo. Il disagio è quindi forte e va a sommarsi alla forte pressione fiscale che grava sulle imprese italiane. Ma la cosa che ci preoccupa di più è l’assenza di una proposta politica  concreta per invertire rotta”, ha concluso.
Per il commissario all’Agenda digitale, Francesco Caio, quello della digitalizzazione ”può essere la grande sfida, anche occupazionale, che sindaci e Stato centrale devono raccogliere per migliorare i servizi e abbassare i costi. Serve però che tutte le esperienze vengano messe a fattor comune perché lo Stato da solo non può andare da nessuna parte”.
Il neo-delegato Anci alla Cultura, Fabrizio  Braccialarghe, ha invece parlato di come il sistema culturale delle città ”può contribuire a favorire nuova occupazione. Con la cultura non si mangia? A Torino sono più di 33mila gli occupati nel settore. La crisi, se non la si subisce, può essere una grande occasione di crescita”.
Infine è intervenuto anche il presidente della commissione Cultura e Istruzione del Senato Andrea Marcucci che ha assicurato come ”il rilancio delle attività culturali sono al centro dell’azione di governo e Parlamento. Il decreto Cultura è un primo segnale, ora bisogna creare i presupposti per una strategia che intervenga anche nella parte produttiva per cogliere le tante opportunità economiche ed occupazionali che il settore offre”.

Condividi
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su telegram
Condividi su email