Imu, Baretta: “Stiamo trovando coperture, non saranno a carico delle famiglie”

Confesercenti: “Non siano a carico nemmeno delle imprese: trovare risorse nei tagli alla spesa pubblica improduttiva”

Le coperture per lo stop al pagamento della seconda rata dell’Imu “non saranno a carico dei cittadini”, potrebbero arrivare invece dall’aumento degli acconti fiscali per banche e assicurazioni. Lo ha detto il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, intervenuto in diretta a RadioAnch’io su Radio1 Rai. “E’ in atto una discussione sulle coperture per la seconda rata dell’Imu. Troveremo una quadra complessiva”, spiega Baretta. Alla domanda se dunque le risorse arriveranno da banche e assicurazioni, Baretta risponde: “Posso assicurare che le coperture non saranno a carico delle famiglie e dei cittadini”.
Per quanto riguarda le coperture finanziarie per la cancellazione della prima rata 2013 dell’Imu, Baretta risponde alle indiscrezioni rilanciate da alcuni giornali oggi secondo cui il gettito previsto dalla sanatoria sui giochi sarebbe inferiore al previsto. Scattera’ la clausola di salvaguardia con l’aumento delle accise sui carburanti? Il sottosegretario all’Economia risponde: “I conti li stiamo facendo, l’Europa ci ha chiesto coperture certe. Se mancassero le risorse il rischio che scatti la clausola di salvaguardia c’e’, ma al momento la notizia non e’ “mancano le coperture”, la notizia e’ “stiamo facendo i conti” , conclude Baretta.

Confesercenti: “Non si aumentino le imposte su imprese e sistema produttivo”

“Le imprese pagano l’IMU, nessuna esclusa, e pagheranno anche la Tares: la copertura per cancellare la seconda rata dell’IMU prima casa non provenga dal mondo produttivo, ma da tagli alla spesa pubblica improduttiva”. Così Confesercenti commenta le indicazioni del Sottosegretario all’Economia. “Dalle imprese, nel 2012, è arrivato quasi metà del gettito IMU: una batosta da 11,7 miliardi di euro, il 49,4% del totale, con un prelievo aggiuntivo netto superiore del 90,4% a quello che sarebbe stato versato con l’Ici. Alzare ulteriormente l’imposizione sul mondo produttivo per cancellare la seconda rata sulle prime case appare dunque iniquo e controproducente, così come qualsiasi ipotesi di un ulteriore aumento delle accise sui carburanti, che si tradurrebbe in un costo in più per il sistema produttivo”.

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