Inflazione, Confesercenti: bene l’uscita dalla deflazione, ma l’aumento dei prezzi rischia di frenare i consumi

Anche rialzi del carrello della spesa trainati dai carburanti

 

L’uscita dell’Italia dalla deflazione, confermata dall’accelerazione dei prezzi registrata dall’Istat a febbraio, è un fatto senz’altro positivo; ma in assenza di una crescita economica sostenuta, una ripresa dell’inflazione dovuta soprattutto ai carburanti rischia di frenare ulteriormente i consumi.

L’aumento rilevato nei primi mesi di quest’anno non pare infatti dovuto ad un rafforzamento della domanda da parte dei consumatori, quanto piuttosto a cause esterne. Soprattutto al generale rialzo dei prezzi dei beni energetici, che a sua volta si ripercuote su altre voci, in primo luogo i servizi di trasporto; ma incide anche l’incremento dei beni alimentari non lavorati, dovuto invece alle condizioni meteo non favorevoli registrate in questa prima parte dell’anno. Anche l’aumento del cosiddetto carrello della spesa, ovvero i prodotti ad alta frequenza d’acquisto, è guidato dal rialzo di carburanti e alimentari non lavorati.

L’inflazione di fondo, cioè quella al netto di tutte queste componenti, avanza invece di un solo decimale, passando dallo 0,5% registrato a gennaio allo 0,6% di questo mese, segnale di una domanda interna ancora più debole delle attese. In questo quadro di perdurante fragilità diventa quindi di primaria importanza evitare politiche eccessivamente restrittive su famiglie e consumi. Preoccupa, da questo punto di vista, le modalità con cui verrà effettuato l’aggiustamento dei conti pubblici richiestoci dalla Ue: la nostra economia ha bisogno di investimenti per la crescita, non di ulteriori tagli. Soprattutto se si considera che l’aumento dei prezzi – che comunque rimarrà, per il 2017, entro l’1% – porterà, se non accompagnato da un rafforzamento della ripresa economica, alla riduzione del potere d’acquisto degli italiani, ponendo un nuovo ostacolo alla ripresa dei consumi, la voce che finora più ha contribuito a riportare in territorio positivo il Pil italiano.

 

Condividi
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su telegram
Condividi su email