Istat: nel terzo trimestre prodotto interno lordo invariato sul precedente, -1,8% sull’anno

Inps: “In 10 mesi più 31% domande disoccupati”. Confesercenti: “Si arresta la caduta, ma la ripresa è ancora lontana”

Nel terzo trimestre del 2013 il  prodotto interno lordo è rimasto invariato rispetto al trimestre  precedente ed e’ diminuito dell’1,8% nei confronti del terzo trimestre del 2012. Lo comunica l’Istat precisando che la stima preliminare  diffusa il 14 novembre scorso aveva rilevato una diminuzione  congiunturale dello 0,1% e una diminuzione tendenziale  dell’1,9%.

Il terzo trimestre del 2013 ha avuto tre giornate  lavorative in piu’ del trimestre precedente e una giornata lavorativa  in piu’ rispetto al terzo trimestre del 2012, precisa l’Istat  sottolineando che la variazione acquisita per il 2013 e’ pari a -1,9%.

Rispetto al trimestre precedente, tutti i principali aggregati  della domanda interna sono diminuiti, con cali dello 0,2% dei consumi finali nazionali e dello 0,6% degli investimenti fissi lordi. Le  importazioni sono aumentate del 2,0% e le esportazioni dello 0,7%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha sottratto 0,2  punti percentuali alla variazione del Pil. Il contributo e’ stato  negativo per gli investimenti fissi lordi e per i consumi delle  famiglie residenti (entrambi -0,1 punti percentuali) e nullo per i  consumi della Pubblica Amministrazione (PA). Le scorte hanno  contribuito positivamente alla variazione del Pil per 0,6 punti  percentuali, mentre la domanda estera netta ha sottratto 0,4 punti  percentuali. Il valore aggiunto ha segnato, in termini  congiunturali, un andamento negativo nell’agricoltura (-1,6%),  positivo nell’industria in senso stretto (0,2%) e variazioni nulle  nelle costruzioni e nei servizi.

In termini tendenziali, il valore aggiunto è diminuito in tutti i comparti: nell’agricoltura dello 0,7%, nell’industria in senso  stretto del 2,8%, nelle costruzioni del 5,5% e nei servizi dello 0,9%.

L’Inps, intanto, ricorda che da gennaio è cambiata la normativa di riferimento e che sono entrate in vigore le nuove prestazioni per la disoccupazione involontaria, Aspi e mini Aspi. A ottobre sono state presentate 168.721 domande di Aspi, 83.168 domande di mini Aspi e 599 domande di disoccupazione tra ordinaria e speciale edile.
Nello stesso mese sono state inoltrate 10.641 domande di mobilita’, mentre quelle di disoccupazione ordinaria e di lavoratori sospesi sono state 836. Nel complesso tra gennaio e ottobre del 2013 sono state presentate 1.726.898 domande, con un aumento del 31,2% rispetto allo stesso periodo del 2012.

“I dati dell’Istat illustrano una situazione economica che sta passando dalla fase recessiva a quella della crescita zero. Ciò vuol dire che la ripresa è ancora lontana, soprattutto per quello che riguarda i consumi – ancora in calo – e la disoccupazione, che è destinata a crescere ancora.

C’è un dato che l’Istat non può dare ma che invece non va sottovalutato soprattutto da Governo e partiti: cresce il disagio che può trasformarsi – se non ci saranno svolte significative – in una fortissima protesta sociale. Le avvisaglie ci sono tutte ed il malessere che riscontriamo anche nelle Pmi aumenta di giorno in giorno.

Non basta la debole risposta della legge di stabilità, che incide poco sui tagli della spesa pubblica, mentre si dimentica che una pressione fiscale sempre più alta rischia di gelare nel 2014 le poche aspettative di ripresa.

Serve stabilità ma anche un ritorno ad un rapido confronto fra Governo e parti sociali per mettere in cambio obiettivi e strumenti in grado di mettere in moto il Paese. Prima si farà, prima spuntare un segno più davanti alla parola Pil”.

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