La Bce rivede al rialzo il Pil dell’Eurozona, +1,9% nel 2017

La Banca Centrale esclude nuovi tagli di tassi e conferma il Qe al ritmo attuale, fino a dicembre

“La Bce ha rivisto al rialzo le stime di crescita per l’Eurozona, portandole all’1,9% per quest’anno, all’1,8% il prossimo e all’1,7% nel 2019″. Lo ha detto il Presidente Mario Draghi. “I dati più recenti – ha aggiunto il Presidente – continuano a indicare una “crescita solida e ben diffusa” nell’Eurozona. “I rischi di ‘coda’ sono spariti, il rischio di deflazione non c’è più”, ha sottolineato Draghi, spiegando il motivo per cui la “Bce ha rimosso l’impegno a tagliare ulteriormente i tassi se necessario”.

La Banca centrale ha rivisto al ribasso anche le stime d’inflazione dell’Eurozona, portandole a 1,5% per quest’anno, a 1,3% il prossimo e a 1,6% per il 2019. Le precedenti previsioni facevano riferimento ad un carovita rispettivamente all’1,7%, all’1,6% e all’1,7%.

La Bce ha anche escluso la possibilità di tagliare i tassi in territorio negativo. Nel comunicato a seguito della riunione del consiglio che ha mantenuto invariati i tassi infatti sparisce la parola “più bassi”che ha accompagnato le ultime volte la frase sulle previsioni. Francoforte nel comunicato scrive così solo che “prevede di mantenere i livelli dei tassi di interesse al livello attuale per un periodo prolungato e anche oltre l’orizzonte temporale del Quantitative easing“.

La Bce ha inoltre confermato il Quantitative easing al ritmo attuale di 60 miliardi di euro al mese di acquisti netti di attività fino alla fine di dicembre 2017  o “anche oltre se necessario, e in ogni caso finché non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi, coerente con il proprio obiettivo di inflazione. Contestualmente agli acquisti netti – spiega Francoforte – sarà
reinvestito il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma di acquisto di attività. Se le prospettive diverranno meno favorevoli o se le condizioni finanziarie risulteranno incoerenti con ulteriori progressi verso un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, il Consiglio direttivo è pronto a incrementare il programma in termini di entità e/o durata”.

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