Liberalizzazioni, Confesercenti Modena: “Passi in avanti, ma chiusure domenicali dovrebbero essere introdotte per legge”

L’ideale sarebbe non scendere al di sotto delle 12 domeniche di chiusura obbligatoria. Auspicio è che l’intesa raggiunta sulle strutture del capoluogo sia modello anche per tutti i comuni del territorio modenese

negozi-chiusi

 

“Piccoli, ma almeno concreti passi in avanti.” E’ questa la valutazione che Confesercenti Modena si sente di esprimere riguardo l’accordo raggiunto dal Sindaco e dall’Assessore alle attività produttive con le principali insegne della grandi distribuzione sul territorio comunale cittadino, in tema di aperture domenicali. “Tenuto conto che il Parlamento è ben lungi a trovare un intesa – sono 4 le proposte di legge in materia che ancora non hanno avuto la giusta e meritata considerazione fa notare l’Associazione imprenditoriale – sulla regolamentazione delle aperture domenicali soprattutto per le forti pressioni esercitate da parte della GDO, l’accordo modenese su base volontaria almeno va nella direzione di dare una risposta alle esigenze manifestate dai lavoratori di iper, supermercati e gallerie commerciali. Ma anche alla necessità, di introdurre elementi regolativi nelle attività commerciali a difesa del piccolo commercio.”

“Settore, lo vogliamo ricordare, che a causa della deregulation (in Italia aperture facoltative 7 giorni la settimana e h24) introdotta dal governo Monti, ha visto il ridimensionamento di circa un terzo delle attività esistenti. E l’acuirsi, di quel processo di desertificazione che da tempo caratterizza i centri storici oltre che tra le cause del progressivo degrado delle nostre città. Ora l’auspicio è che l’accordo modenese sia esteso a tutti i comuni della provincia in modo da dare una risposta razionale e organica al tema delle aperture/chiusure domenicali.”

Valutando quindi l’accordo come passo in avanti, Confesercenti non rinuncia ad alzare a riguardo ‘l’asticella delle richieste’. “Innanzitutto rivolgendosi ai parlamentari modenesi invitandoli ad impegnarsi a fare tutto il possibile affinché le chiusure domenicali siano introdotte per legge, e l’ottimale sarebbe non scendere al di sotto delle dodici domeniche di chiusura obbligatorie, fatta ovviamente eccezione per le località turistiche. A livello locale invece auspichiamo un intervento energico da parte delle Amministrazioni comunali nei confronti delle Direzioni dei centri commerciali affinché sia introdotta in occasione delle aperture domenicali un meccanismo a rotazione tra gli esercizi commerciali siti nelle gallerie che, fermo restando l’obbligo di tenere illuminate le vetrine, potrebbero chiudere l’attività. Materia sicuramente ostica da affrontare anche per la rigidità e le resistenze fin qui manifestate in proposito, dalle direzione dei centri commerciali a fronte della richiesta di introdurre maggiore flessibilità. Per queste ragioni riteniamo che il legislatore dovrebbe non solo mettere mano alle aperture domenicali, ma affrontare seriamente il rapporto che lega all’interno dei centri commerciali i negozi delle gallerie con la direzione e con il magnete rappresentato dall’ipermercato, le cui scelte sono sempre condizionanti in quanto con il suo 51% vincola le decisioni che vengono assunte e che riguardano la vita del centro nella sua complessità.”

 

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