Lombardia. Agenzie viaggi: nel mezzo dello Stato di Crisi, in Consiglio regionale si propone di sdoganare l’abusivismo

La denuncia di Gianni Rebecchi, Vice-presidente di Confesercenti Lombardia e Presidente nazionale di Assoviaggi Confesercenti

Foto Gianni RebecchiCon amarezza e incredulità apprendiamo che la Commissione attività produttive del Consiglio regionale della Lombardia, chiamata oggi a votare su un provvedimento volto a incidere sul nuovo Testo Unico del turismo lombardo, ha accolto un emendamento per consentire alle pro-loco l’organizzazione di viaggi, anche al di fuori del proprio territorio, senza la necessità di avvalersi delle agenzie preposte”.

Così esordisce Gianni Rebecchi – Vice-presidente di Confesercenti Lombardia e Presidente nazionale di Assoviaggi-Confesercenti – dopo aver appreso della votazione su un emendamento presentato, all’ultima ora e senza consultare in alcun modo la categoria, durante la Borsa Internazionale del Turismo di Milano, dove questa mattina si è svolta eccezionalmente la seduta di Commissione.

Una vera doccia fredda per le nostre imprese, che – all’apertura di una delle più importanti manifestazioni del comparto dell’intera penisola – non si aspettavano certo un “regalo” di questo genere da parte degli stessi Commissari che, giusto alcune settimane prima, avevano invero espresso solidarietà per i problemi della categoria, nel corso di un’audizione per discutere dello “stato di crisi” lanciato da Confesercenti per il settore viaggi”.

È forse legalizzando forme di concorrenza sleale – perpetrate in danno di quelle imprese che devono rispettare rigorose norme a tutela dei consumatori, nonché sostenere imposte da cui sono per larga parte esentate le varie pro-loco – che la Commissione pensa di aiutarci a superare lo stato di crisi, rilanciando l’operatività di oltre 3.000 agenzie e 8.000 lavoratori lombardi? Confidiamo in un rapido e risoluto ripensamento delle forze politiche coinvolte, perché quanto accaduto si limiti a costituire un brutto e inopportuno “scivolone” e non già l’ennesimo fardello posto sulle spalle delle nostre imprese”.

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