Lombardia: un bando per apertura di negozi nei piccoli Comuni

Piccoli comuni Lombardia: via a bando per apertura negozi
La misura “Nuova impresa – Piccoli Comuni e Frazioni 2026” è finanziata con 2,9 milioni di euro: sarà possibile presentare domande fino al 12 novembre 2026

Apre oggi, mercoledì 28 gennaio, il bando promosso da Regione Lombardia per sostenere l’apertura di negozi di generi alimentari e di prima necessità nei piccoli Comuni con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti e nelle frazioni di tutti i Comuni della Lombardia.

La misura ‘Nuova impresa – Piccoli Comuni e Frazioni 2026‘, voluta dall’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi, di concerto con l’assessore agli Enti locali e Montagna Massimo Sertori, è finanziata con 2,9 milioni di euro: sarà possibile presentare domande fino al 12 novembre 2026. L’iniziativa, attivata lo scorso anno in via sperimentale, diventa dunque strutturale.

”Come Regione – evidenzia l’assessore Guidesi – diamo un aiuto a chi vuole fare impresa nei piccoli paesi e nelle frazioni, mettendo a disposizione contributi per agevolare l’apertura di attività di servizio essenziale che hanno una valenza non solo economica ma anche sociale, rappresentando un presidio importante per le comunità rispetto alla necessità di arginare lo spopolamento”.

L’agevolazione è concessa a fronte di un budget di spesa liberamente composto da spese in conto capitale e spese di parte corrente, queste ultime non potranno superare il 20% del costo totale del progetto.

Possono essere presentate anche domande di contributo che prevedano esclusivamente spese in conto capitale. I progetti dovranno prevedere un investimento minimo di 3.000 euro.

Qualora il Comune o frazione oggetto della domanda sia totalmente sprovvisto di attività di commercio al dettaglio in sede fissa di generi alimentari e di prima necessità di cui ad uno dei codici Ateco ammissibili, l’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto in conto capitale fino al 80% della spesa ritenuta ammissibile; il contributo non potrà superare il limite massimo di 40.000 euro.

Qualora nel Comune o frazione siano già presenti attività di commercio al dettaglio in sede fissa di generi alimentari e di prima necessità con codici Ateco ammissibili diversi da quello oggetto della domanda, l’agevolazione consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto in conto capitale fino al 80% della spesa ritenuta ammissibile con un limite massimo di 20.000 euro.

Sono ammissibili le spese per l’acquisto di beni strumentali, macchinari, attrezzature, arredi nuovi, montaggio, trasporto, manodopera e realizzazione delle strutture. Ammissibili anche le spese sostenute per l’acquisto di software gestionali e hardware, registrazione e sviluppo di marchi e certificazioni qualità, spese notarili e costi relativi alla costituzione d’impresa, consulenze, canoni di locazione della sede operativa, piani di comunicazione.

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