Pensionati, Vivoli: “Esodate del commercio, l’ennesimo ‘buco’ del sistema previdenziale. Venturi: “Pensionati tartassati dal fisco”

La denuncia del presidente Fipac Confesercenti durante i lavori dell’ Assemblea Elettiva 2013. Presentato il dossier “Il gioco non ha età. La ludopatia ai tempi della crisi”

In Italia ci sono 1458 donne che hanno scelto il pensionamento anticipato ma che non percepiscono il trattamento a causa di un ‘buco’ nella Riforma Fornero. Questa la denuncia del presidente di Fipac Confesercenti e Vicepresidente Vicario Confesercenti, Massimo Vivoli, nel corso dell’ Assemblea Elettiva 2013 Fipac che si è svolta stamattina a Roma.

Sono le esodate del commercio: 1458 (dato Inps) imprenditrici e collaboratrici di attività commerciali, che tra il 2009 e il 2011 hanno rottamato la propria licenza commerciale in cambio del pensionamento anticipato, ma che a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile non percepiscono il trattamento.
Con la Legge  n° 3/2009 infatti è stata ripristinata, per tre anni, la possibilità per i commercianti di ottenere la pensione anticipata, al minimo INPS; in cambio della rottamazione della propria “licenza/autorizzazione”.
Potevano accedere all’indennizzo  tutti i titolari e i collaboratori di piccole imprese di vendita al dettaglio, bar e ristoranti. E’ bene precisare che esiste una copertura finanziaria. Tale indennizzo è finanziato direttamente da tutti gli iscritti alla gestione commercianti con il versamento di un’aliquota aggiuntiva, pari allo 0.09%. Questi lavoratori hanno rinunciato alla propria attività a fronte di un importo (indennizzo) pari al Trattamento Minimo di pensione che hanno percepito per un periodo variabile (da uno a tre anni) nell’attesa di perfezionare i requisiti anagrafici per la vecchiaia  e percepire tale trattamento. Dal 2011, con la Legge n°122/1° che ha introdotto le c.d. finestre a scorrimento (nuove decorrenze), l’indennizzo è stato prorogato per 18 mesi dal compimento dell’età di 60 anni (donne) o 65 anni (uomini).  Lo scopo era proprio quello di non lasciare questa categoria di lavoratori senza indennizzo e senza pensione, ed offrire, quindi, un sostegno economico ai destinatari della prestazione da non sovrapporsi o sostituirsi alla tutela del sistema previdenziale.
Successivamente,  l’entrata in vigore della “legge Fornero” ha inasprito i requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia e con l’aggiunta dell’incremento dell’aspettativa di vita, ha innalzato l’età dei lavoratori autonomi, in particolare delle donne. Circa 1500 di loro, adesso, non hanno più i requisiti anagrafici per percepire l’assegno pensionistico.
Non si può permettere questa ingiustizia: questo a maggior ragione perché tale intervento disporrebbe già di una copertura finanziaria, in quanto l’indennizzo cessazione attività commerciale è tutt’ora autofinanziato da tutti gli iscritti alla Gestione commercianti con apposita aliquota aggiuntiva (in vigore fino al 31/12/2014) e che tale fondo presenta un attivo di circa 342 milioni di euro.

“C’è consapevolezza, da parte di Fipac Confesercenti – ha dichiarato Vivoli durante la sua relazione – di quale sia oggi la condizione degli anziani nel nostro paese, della profonda crisi che riguarda tutto il welfare, i pensionati, il destino del sistema sociale in Italia. La crisi economica che stiamo vivendo, ha portato  non solo a una perdita della capacità di acquisto, di consumi, ma ha aggravato il senso profondo di solitudine sociale e fatto crescere la disperazione, sentimenti che si traducono nell’impossibilità di vivere normalmente il quotidiano.
E’ dunque la ricerca del benessere, anche attraverso la fortuna, la necessità di superare lo stato di povertà, che ha portato alla crescita del fenomeno del “tentare di vincere al gioco”. Non a caso, in occasione della nostra assemblea elettiva 2013, abbiamo voluto presentare un dossier: “Il gioco non ha età”, che rendiconta la gravità e la crescita esponenziale di questo fenomeno.
La ludopatìa ad oggi, risulta ancora poco conosciuta rispetto ad altre forme di dipendenza come l’alcool o la droga. Eppure i suoi effetti sono devastanti tanto quanto, sia sulla psiche che sul contesto economico e sociale del malcapitato.  L’Italia domina con il 22 % del mercato globale del gioco, ma lo Stato ne incassa solo 10 %, quando va bene. Complessivamente, gli anziani giocano 5,5 miliardi di euro, circa 3200 euro l’anno e 266 euro al mese. Questo dato medio oscilla tra i 100 euro spesi da i giocatori anziani non patologici e i 400 di chi è ormai è malato.
Questa Assemblea elettiva – ha concluso Vivoli – vuole ragionare in maniera ampia sugli effetti che politica economica e finanza hanno nella vita delle persone e degli anziani. Per questo, chiediamo con forza una politica di sviluppo e di equità fiscale, un insieme di azioni atte a garantire la riduzione della pressione fiscale per imprese e famiglie, per invertire questa china pericolosa”.

I lavori dell’Assemblea elettiva si sono aperti con il saluto del Vice Sindaco di Roma Luigi Nieri. Dopo le relazione del presidente Fipac Massimo Vivoli sono intervenute autorevoli personalità del mondo istituzionale, tra cui Vannino Chiti, Presidente Commissione Politiche dell’Unione Europea, Gennaro Migliore, Capogruppo Sel Camera dei Deputati, Renata Polverini, Vicepresidente Commissione Lavoro della Camera.
Ha concluso il presidente di Confesercenti, Marco Venturi.

Massimo Vivoli rieletto presidente all’unanimità

“Porteremo avanti le esigenze dei nostri associati.  Fipac andrà avanti sotto il segno della continuità e del cambiamento”. Lo ha detto Massimo Vivoli a margine della rielezione, all’unanimità, a presidente di Fipac Confesercenti.
” Il successo della nostra organizzazione – ha spiegato il presidente- è la sintesi del lavoro svolto da tutti coloro che operano nei territori. Abbiamo deciso di guardare al futuro, ma non possiamo farlo senza tenere i piedi ben saldi al presente, alla condizione drammatica che milioni di persone e pensionati sono costretti a vivere in tempi di crisi, alle politiche che vengono attuate e che dovrebbero guardare alla tutela di una delle fasce sociali più deboli. Fipac guarda al rinnovamento, al futuro con gli occhi e delle esperienze dei nostri iscritti e delle nostre iscritte. Lavoreremo infatti, perché le donne diventino sempre più protagoniste della nostra organizzazione. Dobbiamo costruire una comunità organizzata che sappia tenere un passo doppio: territori e nazionale che devono insieme costruire la nuova Fipac”. Nel corso dell’assemblea elettiva sono stati inoltre eletti anche 50 membri della presidenza nazionale.

La relazione del presidente Fipac Confesercenti Massimo Vivoli

Le conclusioni del presidente Confesercenti Marco Venturi

Il dossier integrale sulla ludopatìa

Un pensionato su quattro è vittima del bingo e slot machine

 

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