Pensioni: cumulo gratuito per professionisti, ecco le novità

Il cumulo gratuito dei contributi diventa (anche se faticosamente) realtà. Una misura molto attesa, che rappresenta un aiuto concreto per migliaia di lavoratori – se ne stimano circa 7mila –  che, con le regole introdotte dalla Riforma Fornero, non riescono ad andare in pensione: commercianti, avvocati, medici e professionisti con carriere discontinue.

Che cos’è il cumulo gratuito. Il cumulo è la possibilità sommare i periodi di iscrizione ad enti previdenziali diversi, con il risultato di arrivare ad un’unica pensione. Non solo: con il cumulo è possibile una netta accelerazione verso il pensionamento, visto che l’unione delle varie tranche contributivi permette di arrivare all’assegno previdenziale anche se non sono stati maturati i requisiti richiesti in nessuna delle singole gestioni. Introdotta – in versione onerosa – già nel 2012 ma spesso non utilizzata dai lavoratori a causa degli alti costi, l’operazione è stata resa gratuita ed estesa anche agli autonomi dalla legge di bilancio 2017. Ma è diventata di fatto operativa solo ora.

Come funziona. La peculiarità del calcolo della pensione tramite cumulo contributivo consiste nel fatto che l’importo si calcola tenendo in considerazione le regole previste da ciascun fondo. Una differenza sostanziale con la totalizzazione, che pure unisce i vari spezzoni ma calcola l’assegno con il metodo contributivo, arrivando dunque ad una sostanziale decurtazione della pensione.  Il nuovo cumulo gratuito può essere utilizzato sia per il raggiungimento della regolare pensione di vecchiaia (66 anni e 7 mesi di età e un minimo di 20 anni di contributi) sia per arrivare alla pensione anticipata. Si intende con questa, però, solo l’anticipo pensionistico concesso dalla riforma Fornero: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Non è invece possibile l’utilizzo del cumulo gratuito da parte di dipendenti e autonomi per il raggiungimento dei requisiti l’anticipo pensionistico, meglio noto come Ape.

Chi può chiederlo. Il cumulo gratuito è possibile per tutti i lavoratori che hanno effettuato versamenti versato più di un ente previdenziale pubblico, compresa la Gestione separata dell’Inps, e agli enti privati che fanno capo agli ordini professionali. La possibilità di unire le varie tranche contributive è estesa anche ai cosiddetti lavoratori con carriere contributive discontinue, che hanno alternato nella propria vita diverse tipologie di rapporti di lavoro: si possono sommare, infatti, periodi di lavoro autonomo con lavoro dipendente e viceversa, a prescindere dalla durata dei vari “spezzoni” di contributi accumulati presso i diversi enti. Il cumulo può essere utilizzato anche in caso di contributi versati all’estero. La pensione è pagata con un solo assegno dall’Inps, che poi richiede i pro-quota alle gestioni interessate. La domanda va presentata, comunque, all’ultimo ente al quale si versano i contributi.

Richiesta e pagamento. La domanda va presentata all’ultimo ente previdenziale al quale si sono versati i contributi, ma la pensione viene erogata dall’Inps che poi chiede le quote alle altre gestioni. I lavoratori possono utilizzare subito il cumulo per il diritto alla pensione, ma con un pagamento differenziato dell’importo dell’assegno: una prima parte versata dall’Inps e una seconda da parte delle Casse previdenziali. E proprio in questa seconda tranche saranno erogate le maggiorazioni sociali come la 14esima mensilità e l’integrazione al minimo.

Ricongiunzioni e totalizzazioni. Come abbiamo detto, la possibilità di procedere al cumulo contributivo esisteva già da qualche anno, ma era spesso troppo onerosa, e quindi poco conveniente, per i lavoratori: solo in pochi, con tranche contributive molto consistenti, hanno fatto richiesta. L’arrivo del cumulo gratuito, però, alleggerisce anche questi ultimi: chi ha fatto richiesta della ricongiunzione a pagamento può evitare di pagare quanto richiesto e approfittare di questa nuova opportunità. Per loro è possibile infatti ottenere il rimborso di quanto versato se l’operazione, alla luce del cumulo, non risulta più conveniente. E’ però necessario sbrigarsi perché la scadenza del termine per chiedere il rimborso è fissata al 31 dicembre del 2017. La legge consente anche a chi aveva già fatto domanda di totalizzazione – ma che non ha ancora visto concluso il procedimento – di revocarla e presentare quella di cumulo.

Quando sarà attivo? Nonostante il cumulo sia stato già avviato ufficialmente dalla pubblicazione della circolare  140/2017 dell’Inps, avvenuta il 12 ottobre, non si può ancora accedere alla pensione cumulando i contributi versati in una delle Casse di previdenza dei professionisti con quelli accantonati in altre gestioni. L’Inps, infatti, ha chiarito principalmente alcuni aspetti relativi alle sue modalità di calcolo e di liquidazione della pensione, in particolare quella di vecchiaia ma mancano ancora le istruzioni operative; inoltre i singoli istituti dovranno deliberare per recepire le novità e attendere l’approvazione della decisione da parte dei ministeri vigilanti.

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