Il 2025 è stata “un’annata di stallo controllato”. Rilanciare l’economia del paese è possibile e necessario, perché servirebbe una crescita almeno doppia, rispetto a quella registrata nell’anno che si è appena chiuso. Ma occorre intervenire su diversi fronti, a partire dal lavoro povero per arrivare fino alla rigenerazione urbana.
È il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, intervistato dall’Adnkronos, a illustrare un pacchetto di misure indispensabili per gli esercizi aderenti all’associazione.
”Il 2025 è stato un anno di attesa, non certo una fase di crisi aperta ma nemmeno di ripartenza vera e propria. La crescita è stata più debole del previsto, con un terzo trimestre senza grandi colpi di scena”. La stima per i saldi invernali è ”positiva” con ”una spesa di 6 miliardi di euro e il 92% degli italiani che approfitteranno degli sconti. E più di 2 acquisti su 3 saranno fatti nei negozi vicinato, con il settore moda al centro”. La crescita nell’anno stimata per le attività di Confesercenti ”è dello 0,5%, in linea con quella del paese, ma per cambiare la rotta e dare nuova fiducia ai commercianti servirebbe almeno il doppio”, secondo Gronchi. Il commercio nel complesso vale 260 miliardi di euro, una fetta importante del prodotto interno lordo, quindi occorre studiare bene il suo andamento per capire come e dove intervenire.
Nel complesso ”il turismo cresce mentre il commercio soffre” nel 2025. ”I settori che hanno tenuto meglio sono tutti quelli legati al mondo dei servizi, il turismo cresce, ma senza i numeri record del post pandemia. Mentre soffre il commercio, il terziario più di altri. Poi va evidenziata una differenza molto importante in giro per l’Italia: nei posti in cui c’è movimento il commercio tiene meglio, nei comuni più piccoli soffre ancora di più”. Le misure contenute nella manovra 2026 potrebbero dare alcune risposte alle richieste del settore ma bisogna fare di più. La legge di bilancio ”si è mossa in un contesto di vincoli molto stringenti e risorse contenute. Va nella direzione giusta ma con interventi non sufficienti a dare la spinta necessaria alla crescita”. ”Tutto il pacchetto di strumenti legati al mercato del lavoro avrebbe dovuto avere risorse più rilevanti”. ”E’ positivo l’intervento sull’ipef, che va considerato anche nel contesto più ampio della riforma fiscale in atto”. Quindi la manovra ”va nella giusta direzione, bene gli interventi sul potere d’acquisto, sul lavoro, sulla riforma fiscale, ma occorrono risorse più importanti”.
È ovviamente importante, sottolinea il presidente, ”mantenere fermi i conti pubblici, il paese ha infranto il record di debito pubblico, quindi è indispensabile avere i conti a posto”. Ma il prossimo anno si esaurirà il Pnrr e ”sostenere la crescita attraverso gli investimenti deve diventare la priorità”. Come Confesercenti ”abbiamo messo a terra delle proposte molto concrete: dobbiamo continuare a rafforzare le misure che sostengono i redditi e il potere d’acquisto. Il lavoro povero è uno dei principali problemi che stiamo affrontando, dobbiamo contrastare tutti i contratti in dumping perché i bassi stipendi sono una danno per lavoratori e imprese. Abbiamo denunciato che negli ultimi 10 anni i lavoratori hanno perso 4.000 euro di potere d’acquisto. Dobbiamo agire su lavoro tutto, con un nuovo patto sociale per combattere il lavoro povero in questo paese”.
Occorre poi intervenire con ”misure di sostegno all’attività di vicinato”, sottolinea Gronchi. ”E servono degli incentivi per la crescita digitale delle imprese e sugli investimenti, attraverso credito e garanzie”. Per il presidente è fondamentale anche ”una strategia vera sulla rigenerazione urbana. Stiamo cominciando a intravedere problemi importanti, legati alle chiusure della attività di prossimità. Occorre intervenire per contrastare il degrado. Servono fondi ad hoc per la rigenerazione, da finanziare attraverso la tassazione dei giganti del web”. Il pacchetto di misure proposte dall’associazione consentirebbe al paese di prendere la strada giusta per ridare slancio all’economia. ”Se facciamo ripartire gli investimenti, mettiamo in campo misure adeguate per il lavoro di giovani e donne, riusciamo a costruire una politica fiscale che abbassi la pressione e rimettiamo al centro le città, con un processo di rigenerazione urbana, riusciremo a invertire il trend e far ripartire il commercio”, conclude il presidente.