Quattordicesima: Confesercenti-Ipsos, in arrivo 12,4 miliardi. Il 55% la userà anche per le vacanze, ma crescono risparmio e pagamenti arretrati

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In arrivo una spinta da 12,4 miliardi di euro per i consumi estivi. Tra giugno e luglio, la quattordicesima prevista dai contratti di lavoro porterà una nuova disponibilità nelle tasche dei dipendenti che la ricevono, destinata soprattutto a vacanze e viaggi. Ma si sente il peso dell’incertezza: cresce infatti anche la quota destinata a risparmio e pagamenti arretrati. A stimarlo è Confesercenti, sulla base del tradizionale sondaggio condotto con Ipsos su un campione di 800 persone tra i 18 e i 65 anni.

Come viene usata. Vacanze e viaggi sono la prima destinazione della quattordicesima, indicata dal 54,8% dei lavoratori che la ricevono, in aumento rispetto al 48% rilevato lo scorso anno. Sale anche la quota che la destina al risparmio, che passa dal 24 al 29%, e ai saldi estivi, dal 19 al 21,7%. Il 20,7% utilizzerà inoltre la mensilità aggiuntiva per spese legate alla casa, tra ristrutturazioni, mobili e accessori. Aumenta però anche il peso delle difficoltà: il 17,5% userà parte della somma per il pagamento di bollette e rate arretrate, contro il 15% del 2025. Seguono investimenti (13,4%), spese sanitarie (12,1%), e il mutuo o altri finanziamenti (10,2%). In media, ciascun lavoratore distribuisce la quattordicesima tra poco più di due destinazioni d’uso. Per questo la somma delle percentuali supera il 100%.

Spinta immediata ai consumi estivi. La disponibilità aggiuntiva sarà trasferita rapidamente all’economia reale. Il 69% dei percettori prevede di spendere almeno il 40% dell’importo entro trenta giorni dal ricevimento, mentre oltre un terzo, il 36,3%, ne utilizzerà almeno il 60%. Considerando le diverse fasce di spesa dichiarate, circa la metà della quattordicesima sarà dunque impiegata già nel primo mese, sostenendo soprattutto turismo, commercio e saldi. Per il 65,3% dei lavoratori, inoltre, l’erogazione tra giugno e luglio è particolarmente utile proprio per affrontare le spese dell’estate. Solo il 6,1% preferirebbe riceverla in un altro periodo dell’anno, mentre per il 28,7% il momento dell’erogazione è indifferente.

Più prudenza. Rispetto agli anni precedenti, il 23,9% utilizzerà una quota maggiore della quattordicesima per svago, vacanze e acquisti extra. Ma cresce anche la prudenza: il 19,7% spenderà meno per aumentare il risparmio, il 19,4% destinerà più risorse alle spese essenziali, come bollette, alimentari, mutui e rate, e il 9,2% rinuncerà a viaggi e vacanze o ne ridurrà il budget: scelte su cui influisce l’incertezza legata ai rincari energetici e alla situazione internazionale. Il 27,7% non modificherà invece le proprie scelte rispetto al passato.

Sud e giovani. Le tensioni sui bilanci risultano più evidenti nelle regioni del Sud, dove il 34,3% prevede di destinare maggiori risorse alle spese essenziali, contro il 17,5% del Nord e il 9,8% del Centro. Nel Mezzogiorno sale inoltre al 23,6% la quota di chi utilizzerà la quattordicesima per pagare bollette e rate arretrate, rispetto al 13,3% rilevato nelle regioni settentrionali. Tra i lavoratori più giovani emerge invece una maggiore propensione a costruire riserve per il futuro. Il 36,8% degli under 35 incrementerà i risparmi, contro il 25,6% dei lavoratori tra i 35 e i 65 anni.

Un sostegno concreto. La quattordicesima non è soltanto una disponibilità per i consumi discrezionali, ma continua a svolgere una funzione di protezione dei bilanci familiari. Per il 62,4% dei percettori permette di vivere più serenamente grazie all’entrata aggiuntiva, mentre per il 28,3% consente di affrontare spese che, diversamente, non sarebbero sostenibili. Complessivamente, per oltre nove lavoratori su dieci la mensilità ha un impatto concreto sulla situazione finanziaria. Solo il 9,2% dichiara che non incide in modo significativo.

La quattordicesima rappresenta un’iniezione immediata di liquidità per l’economia. La crescita della quota destinata alle vacanze mostra una maggiore disponibilità verso i consumi estivi, ma l’aumento del risparmio e dei pagamenti arretrati segnala che i bilanci familiari restano sotto pressione. Per quasi un lavoratore su tre, infatti, questa mensilità permette di affrontare spese che altrimenti non sarebbero sostenibili”, commenta il Presidente di Confesercenti Nico Gronchi.

“Occorre però ricordare che centinaia di migliaia di lavoratori non ricevono la quattordicesima perché impiegati con contratti in dumping, che riconoscono retribuzioni e tutele inferiori rispetto ai contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. Per rafforzare il potere d’acquisto e sostenere insieme imprese e lavoratori, proponiamo di detassare la quattordicesima per i dipendenti e ridurre la contribuzione per le imprese che la riconoscono, salvaguardando integralmente i diritti previdenziali. Così si ridurrebbe il costo del lavoro e aumenterebbe l’importo netto che arriva nelle tasche dei lavoratori, trasformando una quota maggiore della mensilità in consumi e contrastando il dumping contrattuale”.

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