Riforma costituzionale, cosa cambia? Al Meeting si parla di referendum

Invitati a dibatterne Pinelli e Azzariti. Lo studio del Cer

Quali cambiamenti prevede la riforma costituzionale? E quanto riguardano le imprese? A queste e altre domande ha cercato di dare risposta la seconda giornata del Meeting Confesercenti 2016, con il contributo di uno studio Cer sugli effetti delle imprese e con il dibattito, condotto da Nicola Porro, tra i professori Pinelli e Azzariti.

Clicca qui per scarica lo studio Cer sulla Riforma costituzionale. Di seguito un breve riepilogo delle posizioni dei due professori.

Secondo Cesare Pinelli professore ordinario di diritto pubblico (SI), il bicameralismo non sarà cancellato dalla Riforma, ma trasformato. Una trasformazione che ritiene fondamentale perché il nuovo Senato possa rappresentare le autonomie. Le Regioni, nell’opinione del professore, le Regioni oggi sono stagnanti. Il nuovo Senato  avrebbe dunque la funzione di rappresentare le istanze delle Autonomie. Non c’è stato grande Stato al mondo che non abbia autonomie territoriali. Tra i pro della riforma, Pinelli cita anche l’approvazione da parte della sola Camera della Legge Bilancio. Le decisioni su livelli essenziali (ad esempio sui posti letto degli ospedali) saranno decisi dalla Camera. Il Senato nelle sue funzioni approva leggi non solo Costituzionali, ma anche le leggi che attuano la Costituzione per le Regioni. Inimmaginabile, invece, fare delle scelte territoriali facendo passare tutto dallo Stato. La riforma è dunque un invito a dire alle Regioni di concentrarsi sulla proprio attività, mentre sul resto ci pensa lo Stato. Anche il turismo passa allo Stato, al Ministero. Il Commercio, esistendo la materia tutela concorrenza che è statale, resta allo Stato. Trasporti, grandi infrastrutture e porti, passano allo Stato, senza potere concorrente Regioni. Alle Regioni promozione sviluppo territoriale e servizi imprese. Con riforma non più dispersione decisione tra Governo e Regioni.  Cosa negativa riforma: Regioni a Statuto speciale non sono comprese.

Secondo Gaetano Azzariti professore ordinario di diritto costituzionale (NO), la riforma pone le basi per passare da un bicameralismo lento si passa a un bicameralismo confuso. A suo parere si doveva arrivare a un monocameralismo, senza confermare il Senato. E’ un Senato non chiaro che paralizzerà l’attività delle Camere. Diverso sarebbe fare un Senato delle autonomie territoriali. Invece questo rappresenterà il sistema politico territoriale.  Innalzamento conflittualità politica e giuridica. Articolo 117 per le materie più importanti lo Stato deve regolare principi generali. Poi l’attività normativa la fa il concorrente ovvero le Regioni. Trovare un equilibrio tra i poteri. Con riforma ulteriore sbilanciamento, indebolendo il Parlamento. L’esecutivo sarà rafforzato, ma si paralizzerà e il parlamento sarà in mano solo alla maggioranza. Va invece garantito il ruolo dell’opposizione. Tutti devono essere rappresentati. Per Azzariti il vero voto di innovazione è il voto per il no, si interrompe tentativo fallimentare di una democrazia maggioritaria che non ha portato da nessuna parte. Cosa buona questa riforma fiducia Parlamentare è della Camera. Se questa buona cosa è affogata interno caos verrà bloccato indirizzo politico del Senato.

 

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