Gronchi: Una vittoria delle imprese e delle comunità. Ora il Parlamento dia seguito alla richiesta dei territori”
Oltre 50mila firme per dare forza ai negozi sotto casa. La proposta di legge di iniziativa popolare “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, promossa da Confesercenti, ha superato la soglia di sottoscrizioni necessaria per la presentazione in Parlamento, raggiungendo l’obiettivo con due mesi di anticipo sulla scadenza del 25 novembre.
Ad annunciare il risultato è la stessa associazione, durante il Confesercenti Forum “Aperti”, in Piazza del Popolo a Roma, dove il presidente Nico Gronchi ha consegnato le 56.611 firme raccolte al sottosegretario per i Rapporti con il Parlamento Paolo Barelli.
“È una vittoria delle imprese e dei territori – dichiara Nico Gronchi, presidente di Confesercenti – e il risultato di una mobilitazione che ha coinvolto tutta la nostra rete territoriale. Ringrazio chi ha firmato e chi ha lavorato alla raccolta: imprenditori, cittadini, dirigenti e collaboratori dell’associazione, amministratori locali. Insieme abbiamo portato all’attenzione del Paese una richiesta precisa: fermare la desertificazione commerciale e sostenere le attività che danno lavoro, servizi e vita ai nostri centri abitati”.
La campagna ha unito raccolte di firme nelle piazze, iniziative pubbliche e sottoscrizioni online, raccogliendo anche il sostegno di oltre 200 tra europarlamentari, senatori, deputati, segretari di partito, presidenti di regione e di provincia, sindaci, consiglieri regionali e comunali. Una partecipazione diffusa, dai piccoli comuni alle grandi città, che testimonia quanto il futuro delle attività di vicinato riguardi la vita quotidiana dei cittadini.
Il cuore della proposta è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità, le ZESpro: aree in cui favorire il mantenimento e l’apertura di attività attraverso agevolazioni fiscali, sostegni finanziari e semplificazioni amministrative. Il testo prevede inoltre un Fondo dedicato e un Osservatorio nazionale presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per monitorare il fenomeno e l’efficacia degli interventi.
L’urgenza di intervenire emerge dai dati Confesercenti: tra il 2019 e il 2025 sono scomparse oltre 111mila imprese del commercio al dettaglio. Nello stesso periodo, la riduzione della rete dei negozi e la crescita delle grandi piattaforme internazionali hanno sottratto ai circuiti economici locali circa 16,7 miliardi di euro di spesa delle famiglie.
“Le firme raccolte chiedono una politica nazionale per la prossimità – prosegue Gronchi – capace di aiutare chi tiene aperta un’attività e chi vuole avviarne una. Ogni negozio che chiude lascia un vuoto nel lavoro, nei servizi e nelle relazioni. A Governo e Parlamento chiediamo di dare seguito a questa mobilitazione, avviando l’esame della proposta e arrivando alla sua approvazione”.