Ripartenza frenata: la Confesercenti di Roma stima le ri-aperture degli esercizi nella Capitale nell’ordine del 70% della rete distributiva commerciale e dei servizi

Stima la chiusura definitiva per oltre 5mila attività. Chiesti subito interventi di sostegno e correttivi


Una ripartenza frenata per molte attività alle prese con processi complessi di organizzazione del lavoro, degli spazi, intenti a districarsi tra la mole enorme di Leggi, Decreti, Linee Guida, Ordinanze, che hanno reso questa ripartenza un vero e proprio percorso della sopravvivenza.

E’ questa la fotografia scattata stamane dalla Confesercenti di Roma.

Al momento la Confesercenti romana stima la riapertura nella capitale di circa il l’90% dei Bar, il 60% della ristorazione, mentre le altre attività di commercio e servizi si attestano su circa il 70% a secondo delle zone. Nei prossimi giorni questo numero è destinato a salire, ma difficilmente raggiungerà la situazione precedente. Il fatturato che si registra in queste prime ore di ripresa è praticamente non pervenuto. Timidissimi segnali arrivano da alcune zone e in particolar modo, dalla clientela affezionata. Del resto con le scuole chiuse, il ricorso allo smart working, il blocco del turismo, internazionale e nazionale, la ripresa dei consumi rischia di essere molto limitata per un lungo periodo.

Da Confesercenti fanno sapere che si stimano in oltre 5mila le attività che potrebbero essere state costrette a chiudere. In sostanza, sottolinea la confederazione, in soli due mesi di blocco si stima una chiusura definitiva per l’8/9% delle attività: una situazione che in tempi normali di crisi si sarebbe verificata nell’arco di un anno, oggi, per effetto della chiusura forzata si è impennata.

“Occorre porre subito ulteriori rimedi – tuona il Presidente della Confesercenti di Roma, Valter Giammaria – semplificando ulteriormente le procedure per la ripartenza, paradossalmente chiare, neanche a dirlo, soltanto nella parte sanzionatoria. Sarebbe opportuno che in questa fase di riorganizzazione delle attività si evitasse di usare la mano pesante, con l’elevazione di verbali per dettagli spesso formali e comunque, non riconducibili ad aspetti sostanziali. Occorre, inoltre, far pervenire subito le risorse economiche a fondo perduto promesse alle attività, favorendo la ripresa”.

“Occorre inoltre – sottolinea Giammaria – che il Comune di Roma assicuri la gratuità della sosta sulle strisce blu e l’estensione dell’apertura della Ztl a tutto il periodo di emergenza”.

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