Ristoranti: Fiepet, pesano crollo turismo e smartworking, non spostamento dei consumi

Subito sostegni a imprese, sì a decontribuzione e tax credit affitti. Il Presidente Banchieri: “300mila imprenditori e 1,2 milioni non rischiano di dover cambiare mestiere, ma di perderlo per una crisi di cui non hanno responsabilità”

“Le difficoltà di ristoranti e bar non sono dovute ad un cambiamento repentino del mercato e dei consumatori. Piuttosto, sono da imputare al crollo del turismo e ad uno smartworking – a nostro avviso organizzato in modo poco smart – che sta svuotando i centri storici e mettendo in crisi modelli di consumo consolidati. È come se avessero chiuso le vie d’accesso alle nostre imprese, impendendo ai nostri clienti di raggiungerci”.

Così Giancarlo Banchieri, Presidente di Fiepet Confesercenti, commenta le dichiarazioni rilasciate dal viceministro dell’Economia Laura Castelli al TG2.

“Si tratta di una situazione dovuta all’emergenza sanitaria, di cui non sono certamente responsabili gli oltre 300mila imprenditori e 1,2 milioni di lavoratori che, con orgoglio e passione, hanno reso la ristorazione e somministrazione italiana un’eccellenza mondiale. Persone che non rischiano di dover ‘cambiare mestiere’, ma semplicemente di perdere il posto di lavoro per una crisi di cui non hanno colpe”.

“Il governo deve prendere atto che le difficoltà, per ristoranti e bar, non sono terminate con la fine del lockdown: per questo chiediamo che si intervenga subito per dare un sostegno alle imprese, già con il decreto attualmente in lavorazione, estendendo il credito di imposta per gli affitti e introducendo la decontribuzione, necessaria per mantenere i livelli occupazionali”.

 

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