Scavi di Pompei, raggiunto un accordo: sospese le agitazioni sindacali

Il ministro Franceschini: “Basta scioperi nei musei”. Schiavo: “Solo in Italia si chiudono siti per riunioni”


Stop alle agitazioni sindacali negli Scavi di Pompei. Il soprintendente, Massimo Osanna, ha raggiunto un accordo con i sindacati che anche questa mattina hanno bloccato gli ingressi degli Scavi per un’assemblea durata due ore e che ha provocato disagi. “Abbiamo lavorato per ripristinare la normalità”, ha detto Osanna. Riorganizzazione del lavoro e incentivi, il terreno di scontro tra organizzazioni sindacali e Soprintendenza speciale di Pompei.

Nella giornata di domenica circa 500 turisti sono rimasti in attesa  fuori dagli scavi, i cui cancelli sono rimasti chiusi dalle 8.30, orario annunciato, alle 10.30, quando dai lavoratori è stata deciso lo stop anticipato dell’assemblea, inizialmente previsto per le 12.30, per evitare ricadute sull’utenza. Stessa situazione ai siti archeologici di Ercolano, Stabia e Oplontis. La Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia aveva comunicato nei giorni scorsi che disagi nell’apertura degli scavi di Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabia e Antiquarium di Boscoreale potrebbero verificarsi fino al 26 giugno, per una serie di assemblee sindacali indette da Cisl, Uil, Flp, Unsa e Usb.

“La chiusura del sito archeologico di Pompei per più di un’ora questa mattina è un ulteriore danno in termini di immagine che rischia di vanificare il difficile lavoro che tutti i livelli istituzionali, dall’Europa al Governo, al ministero, agli enti locali, sino ai lavoratori stanno facendo per Pompei. Per questo mi sono attivato per una modifica normativa che aggiunga l’apertura dei luoghi della cultura all’elenco dei servizi pubblici essenziali. Una nuova norma che consenta di ricorrere, in casi eccezionali, alla precettazione del personale per scongiurare le chiusure e tutelare i diritti dei visitatori” – ha detto conversando a Roma con alcuni cronisti il ministro della cultura doloel turismo, Dario Franceschini -.

Schiavo: “Solo in Italia si chiudono siti per riunioni” 

Tirano un sospiro di sollievo i tour operator alla notizia della revoca delle assemblee sindacali che da ieri hanno stravolto gli orari di apertura delle visite. ”Francamente in tanti anni che faccio questo mestiere -dice a Labitalia Vincenzo Schiavo, tour operator campano e presidente di Confesercenti Campania e Napoli – non mi è mai capitato di andare al Louvre di Parigi e trovare chiuso per assemblea sindacale. Qui invece,  per una riunione sindacale, i turisti, dopo aver magari fatto 8-9 ore di volo, si possono ritrovare in file chilometriche ad attendere per ore l’apertura del sito archeologico”. Insomma le agitazioni degli ultimi tempi hanno preoccupato i tour operator. ”Certamente -conferma Schiavo- anche perché pur nel rispetto dei diritti sindacali e dei lavoratori, qualcuno dovrebbe tutelare anche la libertà d’impresa. Qualcuno ha considerato -chiede- il fatto che se salta la visita al sito, il tour operator è tenuto a risarcire al cliente il danno, che consiste almeno nel doppio della cifra del biglietto?”. E c’è naturalmente anche ”un danno d’immagine”. 

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