Sisma, le proposte di Rete a sostegno delle imprese colpite

Interventi a sostegno della ripresa dell’attività produttiva delle imprese non agricole colpite dal sisma del 24 agosto 2016

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A fronte degli eventi sismici del 24 agosto u.s., che hanno colpito vaste aree delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria, RETE Imprese Italia sottolinea l’esigenza di avviare tempestivamente un rapido ed efficace processo di ricostruzione. A tal proposito, risulta fondamentale la presenza di un punto di coordinamento tecnico – politico che individui in modo omogeneo gli ordini di priorità degli interventi e la conseguente definizione degli strumenti legislativi necessari.

Risulta altresì di primaria importanza garantire una coerente allocazione delle risorse economiche e monitorare costantemente l’attuazione degli interventi, anche al fine di intervenire con estrema rapidità in presenza di criticità che dovessero manifestarsi. Auspichiamo, pertanto, che la positiva e costruttiva modalità di confronto attivata dal Governo in queste settimane prosegua con la stessa intensità, nella convinzione che un proficuo lavoro comune sia alla base di una rapida ripresa dei territori colpiti dal sisma.

In tal senso, RETE Imprese Italia sottopone all’attenzione del Governo alcune misure finalizzate a dare risposte concrete alle esigenze delle micro e piccole imprese dell’artigianato, del commercio, dei servizi e del turismo. È necessario, per le realtà produttive e per le comunità, favorire la ripresa delle attività nel più breve tempo possibile.

  1. 1.   Estensione del perimetro

Si ritiene opportuna una verifica rispetto al perimetro individuato dal Consiglio dei Ministri il 25 agosto, stante il rilevamento di oggettivi e verificati danni a strutture e cose, materiali ed immateriali, anche in altri Comuni, che sarebbero pertanto da ricomprendere nell’elenco ufficiale ai fini della sospensione dei tributi e delle altre misure urgenti previste dalla normativa.

 

  1. 2.   Sospensione adempimenti

Il decreto del 1 settembre a firma del Ministro Padoan pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 settembre riguarda la sospensione dei termini relativi agli adempimenti tributari.

Le previsioni di tale decreto si estendono, a parere dell’Agenzia delle Entrate di Perugia anche ai tributi di  competenza dei comuni.

Gli adempimenti legati ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi assicurativi  ad oggi non risultano sospesi.

E’ necessario in questo senso sottolineare la questione al Governo, affinché la previsione sia inserita nel decreto legge di cui è stata annunciata l’emanazione come già accaduto nel caso del sisma del 2012 che ha interessato l’Emilia Romagna la Lombardia ed il Veneto. (vedi D.L. 74/2012).

Si ritiene, inoltre, che i termini delle sospensioni abbiano ad essere disposti per almeno 18 mesi a far data dall’evento del sisma. Nello specifico:

 

  • Esenzione ai fini dell’IMU e della TASI

Occorre prevedere, inoltre, l’esenzione ai fini delle imposte sui redditi, dell’IMU e della TASI, per i fabbricati distrutti o inagibili, anche in parte.

 

  • Sospensione di termini

Parimenti si ritiene opportuno richiedere l’inserimento di norme afferenti il differimento di numerosi termini legate a procedure di vario genere: amministrative, di giustizia penale e civile, oltre a numerosi altri come già previsto dagli articoli 6 ed 8 del D.L. 74/2012.

 

  • Validità del Documento Unico di Regolarità Contributiva

Ai fini del rilascio del DURC, per i soggetti operanti alla data del sisma nei comuni danneggiati, è necessario richiedere che sino alla scadenza di eventuali ed ulteriori sospensioni, siano da prendersi a riferimento i requisiti posseduti alla data del 24 agosto 2016.

 

  1. 3.   Detassazione di contributi, indennizzi e risarcimenti per gli eventi sismici.

Occorre prevedere che per i soggetti che hanno sede o unità locali nel cratere, che hanno subito danni causati dagli eventi sismici,  i contributi, gli indennizzi e i risarcimenti connessi agli eventi sismici:

  1. di qualsiasi natura,
  2. indipendentemente dalle modalità di fruizione,
  3. indipendentemente dalle modalità di contabilizzazione,

non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

 

 

  1. 4.   Delocalizzazione temporanea attività produttive, turistiche, commerciali e di servizi totalmente o parzialmente inagibili

Si evidenziano, soprattutto nelle aree dei comuni maggiormente danneggiati, necessità legate alla continuità produttiva di imprese artigianali, commerciali, dei servizi e del turismo, le cui sedi operative sono state rese inagibili o solo parzialmente agibili dal terremoto.

Tale misura dovrebbe consentire il trasferimento temporaneo delle strutture assicurando la continuità dell’attività produttiva.

A tale scopo si ritiene utile sottoporre all’attenzione l’eventuale previsione di contributi di due tipologie:

  • destinati  a coprire gli oneri della delocalizzazione fisica delle strutture operative attraverso la realizzazione di nuove strutture, anche provvisorie;
  • per l’attivazione di una sorta di autonoma sistemazione che consenta ai gestori di attività produttive ubicate in immobili di proprietà, inagibili per effetto del sisma, di fruire di una sorta di contributo di autonoma sistemazione finalizzato a coprire i costi di locazione ed adattamento su immobili non di proprietà.

 

  1. 5.   Misure ed interventi a parziale compensazione della riduzione dei livelli di attività economica/fatturati/ricavi.

Si tratta di un intervento sperimentato nell’ambito degli interventi a sostegno delle attività economiche colpite dagli eventi sismici del 1997/98 Umbria e Marche. Nel rispetto delle norme sugli aiuti di stato, si tratterebbe di concedere aiuti sotto forma di indennizzi parziali riferiti alla differenza di fatturato registrata in particolare dalle imprese delle aree interessate dai fenomeni sismici suddetti nei sei mesi successivi l’evento.

Tali aiuti sono consentiti dall’art. 50 del reg. CE 651/2014.

Ai sensi di detta norma infatti non costituiscono aiuti di stato soggetti all’obbligo di notifica le erogazioni a fronte della perdita di reddito dovuta alla sospensione totale o parziale dell’attività per un periodo massimo di sei mesi dalla data in cui si è verificato l’evento.

La perdita di reddito può essere calcolata   sulla base dei dati economici  dell’impresa colpita quali:

  • utile al lordo di interessi, imposte e tasse (EBIT)
  • ammortamento e costi del lavoro unicamente connessi allo stabilimento colpito dalla calamità naturale;
  • il periodo di riferimento è quello dei sei mesi successivi al verificarsi dell’evento confrontato con la media dei tre anni scelti tra i cinque anni precedenti il verificarsi della calamità;
  • vengono esclusi i dati relativi al migliore e il peggiore risultato ;
  • la media viene calcolata per lo stesso semestre dell’anno.

 

  1. 6.   Ripresa delle attività produttive non agricole

Come già avvenuto in occasione di altri eventi, si tratta di mettere a disposizione delle imprese non agricole risorse per la riparazione dei danni e gli investimenti finalizzati al recupero della capacità produttiva eventualmente danneggiata dagli eventi sismici. Anche questi aiuti sono consentiti dall’art. 50 del reg. CE 651/2014.

La stessa norma precisa che tali aiuti possono arrivare fino al 100% dei costi necessari al ripristino della funzionalità operativa dell’azienda.

Da sottolineare altresì l’esigenza legata alla previsione di interventi sulle scorte e rimanenze  di prodotti finiti, merci, semilavorati, beni deperibili non più utilizzabili per effetto diretto o indiretto degli eventi sismici.

 

  1. 7.   Ammortizzatori sociali

E’ bene ricordare, tuttavia, che a normativa invariata in particolare gli operatori del settore turistico e delle imprese commerciali, hanno accesso:

–         ai fondi di solidarietà; il Dlgs 148/2015  estende entro il 31 dicembre 2015 i fondi di solidarietà bilaterali per tutti i settori che non rientrano nell’ambito di applicazione delle integrazioni salariali ordinarie o straordinarie, in relazione ai datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 dipendenti (prima l’obbligo era previsto in relazione ai datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti);

–         alla cassa integrazione  in deroga fino al 31 dicembre 2016.

Appare, pertanto, necessario attivare norme specifiche sugli ammortizzatori in deroga finalizzate, in particolare per il commercio ed il turismo, a superare le limitazioni attuali. A titolo di esempio:

–         la modifica/integrazione delle previsioni del Decreto Interministeriale 83473 del 1 agosto 2014, rispetto alle condizioni di accesso alla cassa integrazione in deroga e nello specifico per tutti i lavoratori dipendenti, a prescindere dall’anzianità aziendale maturata – al fine di estendere lo strumento anche ai lavoratori stagionali e in generale a chi è stato assunto da meno di 12 mesi;

–  il superamento dei 20 giorni previsti dal DI 83473/2014 per la presentazione delle domande di cigd dando la possibilità di retrodatarle fino al 24/08/2016;

–         la modifica del periodo autorizzabile – che dovrebbe eccedere i 3 mesi attualmente previsti dalla legge 28/12/2015 n° 208 (legge di stabilità 2016) e consentire almeno 1 anno per i dipendenti;

– di conseguenza il superamento della previsione della L.92/2012 della cessazione dello strumento al 31.12.2016;

– prevedere le estensioni di cui sopra anche a favore di imprese con unità locali site in altre località della regione Umbria, diverse da quelle sopra individuati ed operanti nei settori ricettivo-ristorativo,  (lettera I  “attività di servizi di alloggio e ristorazione”, cod.  Ateco 55-56), del commercio, agenzie di viaggio (lettera N cod. ateco 79) e dei servizi;

–         lo stanziamento di risorse ad hoc come già avvenuto nel caso degli eventi sismici per Emilia Romagna e Abruzzo.

 

Tema particolare è rappresentato dalla necessità di prevedere/estendere le misure a tutela del reddito dei lavoratori dipendenti anche a favore di  imprenditori, collaboratori familiari, e lavoratori autonomi che versano contributi all’INPS come già accaduto nel caso del sisma del 2012.

Ulteriore elemento di sottolineatura riguarda il tema dei lavoratori agricoli stagionali, che per effetto degli eventi sismici potrebbero in taluni casi non raggiungere le 180 giornate lavorative perdendo quindi il diritto alla disoccupazione agricola.

 

7.1 Interventi della bilateralità

Le parti sociali si impegnano al rafforzamento e all’estensione delle misure bilaterali positivamente esistenti ed attive nei territori interessati, con ammortizzatori sociali in deroga, sia per i lavoratori dipendenti che per gli stessi titolari di impresa, per almeno 12-18 mesi, con una sinergia pubblico-privato, coordinata dalle Regioni interessate e con una specifica dotazione finanziaria assicurata dall’intervento del Governo.

 

  1. 8.   Interventi per il Credito

Si ritiene indispensabile l’attivazione di linee di credito straordinarie assistite dalla garanzia del Fondo Centrale per le PMI per favorire il rapido ripristino delle attività economiche. Tali linee di credito, per la quota garantita dal Fondo, dovranno essere considerate aggiuntive e non dovranno pertanto essere computate ai fini della determinazione della esposizione complessiva della banca nei confronti dell’impresa.

In particolare, analogamente a quanto già sperimentato in occasione degli eventi sismici del 2012 si ritiene necessaria la riproposizione di uno specifico intervento di garanzia e controgaranzia da pare del fondo di cui all’articolo 2 comma 100 legge 662/96 (ex Fondo Centrale di Garanzia).

Si ritiene altresì opportuna l’individuazione di strumenti, in concerto con le Regioni, atti a sostenere interventi finalizzati a:

–      sostenere la liquidità aziendale a favore delle imprese che hanno subito gli effetti degli eventi sismici;

–      contenere i costi della garanzia e del tasso d’interesse per alleggerire il costo del finanziamento necessario alla copertura dei danni, siano essi diretti (impianti, strutture, macchinari e attrezzature, scorte) connessi alla sospensione dell’attività produttiva;

–        promuovere interventi di riassicurazione a favore  dei confidi dell’artigianato e del commercio, turismo e servizii per attivare una specifica modalità di supporto alle imprese per l’accesso al credito per piccoli importi;

–        per le riassicurazioni pubbliche già in essere, in analogia a quanto avverrà per la sospensione delle rate dei mutui riferiti ad imprese dei territori danneggiati dal sisma, sarebbe opportuno valutare una sospensione (almeno per 24-48 mesi)  della durata delle stesse e dei loro effetti fino al ripristino dell’ordinaria attività delle imprese.

Si sottolinea che per favorire una rapida ripresa economica dei territori interessati, nella predisposizione degli interventi di supporto alle imprese, è importante tenere conto delle esigenze delle imprese che hanno subito danni direttamente alle proprie immobilizzazioni tecniche, ma anche di quelle che, soprattutto in relazione all’attuale caduta dell’attrattività turistica ed all’annullamento di eventi di promozione del territorio, stanno subendo inevitabili rilevanti contraccolpi negativi dal punto di vista economico-finanziario.

Si tratta di imprese che hanno investito e programmato la propria attività in funzione di normali condizioni di vitalità e attrattività del territorio, ma che si trovano, invece, ad operare in un contesto fortemente caratterizzato da condizioni di emergenza.

 

  1. 9.   Revisione straordinaria della carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020

Come noto, sono in corso le procedure relative alla revisione intermedia della carta degli aiuti a finalità regionale che dovrà essere effettuata entro il 2016.

Il DPS aveva richiesto alle regioni di indicare l’eventuale, diversa articolazione territoriale delle aree ammissibili ad invarianza della popolazione complessivamente coinvolta.

Nel caso di specie, si tratterebbe di includere, per la regioni interessate dagli eventi sismici, le aree delle 4 regioni  che non sono ad oggi già ricomprese nei territori ammissibili alla deroga di cui all’articolo 107 del TFUE. Se Amatrice ed Accumoli rientrano ad esempio nei territori ammissibili, Arquata del Tronto risulta fuori dalla Carta degli aiuti a Finalità Regionale.

 

  1. 10.       Riprogrammazione dei programmi operativi  FESR

Con riferimento ai programmi operativi del FESR, dovrebbe essere verificata con il Governo Nazionale una possibile revisione della programmazione operativa relativa ai POR delle regioni interessate, al fine di allineare gli strumenti disponibili, gli obiettivi e le misure indicate nel Programma Operativo approvato nel 2014,  con le necessità di sostegno al processo di sviluppo delle aree interessate dagli eventi sismici.

Ciò con particolare riferimento ai contenuti dell’obiettivo tematico 3 sulla competitività delle PMI, prevedendo misure e fondi specifici per il rilancio delle micro e piccole attività commerciali, turistiche ed artigianali locali, e all’obiettivo tematico 5 nello specifico agli interventi di promozione e valorizzazione, oltre che agli interventi a sostegno degli investimenti delle imprese turistiche soprattutto con riferimento ai progetti di promo-commercializzazione anche realizzati da consorzi, reti e gruppi di imprese.

 

  1. 11.       Misure  a favore dei sistemi produttivi locali e del sistema turistico

Come già avvenuto nel caso dei 57 comuni del cratere sismico per il terremoto del 2009 a L’Aquila e per evitare la desertificazione di interi territori, si ritiene attivabile uno specifico intervento per creare e sviluppare nuove imprese, sostenere il trasferimento tecnologico, valorizzare le produzioni di eccellenza del territorio e promuovere le potenzialità del sistema turistico locale.

Nel caso dell’Abruzzo lo stanziamento fu di 45 milioni di euro e la gestione in capo ad Invitalia Spa.

Nel caso del terremoto dell’Emilia Romagna, furono stanziate risorse pari a 50 milioni di euro per il finanziamento di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

Ulteriori 100.000.000 di euro erano stati destinati, sempre con riferimento agli eventi sismici del 2012, alle imprese delle regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto per la gestione di agevolazioni nella forma del contributo in conto interessi.

 

  1. 12.       Interventi per la ricostruzione – Coinvolgimento imprese locali

In merito agli interventi per la ricostruzione, riteniamo non possa essere eluso il tema della  partecipazione delle imprese dei territori alle opere di ricostruzione, senza creare false aspettative, certamente,  ma cercando di non ripetere quanto accaduto nella ricostruzione a L’Aquila, dove le piccole imprese di queste aree, che pure avevano una expertise acquisita nella ricostruzione dell’Umbria, non hanno lavorato.

Questo consentirebbe di sostenere un comparto tra i più presenti in queste aree, peraltro già pesantemente colpiti dagli effetti della crisi.

 

  1. 13.       Progetto di comunicazione e promozione.

Si tratta di accompagnare le iniziative regionali con un progetto nazionale di comunicazione sui principali mercati turistici internazionali da attivare tramite il MIBACT sul modello di quanto già accade con i Progetti di Eccellenza nazionali.

 

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