Sostegno alle edicole: le osservazioni di FENAGI sul DDL 1444

DDL 1444: le osservazioni della FENAGI che ha presentato alla Commissione Finanze del Senato per un sostegno delle attività

La FENAGI Confesercenti ha presentato alla Commissione Finanze del Senato le proprie riflessioni sul Disegno di legge 1444, per un sostegno delle attività di vendita di giornali, riviste e periodici, settore che sta affrontando una crisi strutturale che ha ridotto drasticamente la redditività degli operatori e la consistenza della rete di vendita.

Secondo i dati raccolti dalla Federazione, infatti, nel 2025 si contavano circa 19.500 punti vendita, dei quali solo 6.000 esclusivi (le edicole tradizionali), in costante diminuzione da anni.

Il fatturato del settore è stimato in 1,2 miliardi di euro, con redditi medi molto bassi: dai dati ISA  i 7750 esercenti esclusivi in attività nel 2022 hanno dichiarato  52.600 euro di ricavi e appena  17.000 euro di reddito.

FENAGI condivide le finalità del DDL ma evidenzia come alcune misure fiscali previste – in particolare la riduzione del 50% dell’imposta nel regime forfettario e una deduzione fissa di 10.000 euro – risultino incompatibili con il regime IVA monofase applicato alla categoria e poco efficaci per attività con redditività già minima.

La Federazione propone quindi un intervento coordinato su due fronti:

  1. Revisione del regime IVA monofase, per permettere l’accesso al regime forfettario e eliminare le distorsioni attuali.
  2. Applicazione del forfettario ordinario, con modifica della percentuale di redditività da fissare non oltre il 20%, garantendo così una deduzione forfetaria dell’80% dei costi.

Riguardo alla tassazione locale (TOSAP, TARI, IMU), le misure previste sono considerate utili, ma necessitano di un coordinamento normativo per evitare disparità territoriali.

Per quanto concerne, infine, i crediti d’imposta su commissioni bancarie e ammodernamento: essendo compensabili solo fiscalmente, rischiano di essere inutilizzabili per operatori con scarsa capienza.

Soluzioni più dirette, come lo sconto o l’azzeramento delle commissioni tramite  accordi strutturali fra Stato e sistema bancario

“Riteniamo necessarie – sottolinea Ermanno Anselmi – Coordinatore nazionale FENAGI – misure semplici, immediate e realmente applicabili per salvaguardare una rete che, pur fragile, continua a svolgere una funzione sociale e culturale essenziale”.

Le osservazioni Fenagi presentate

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