Tabacchi: Assotabaccai Confesercenti, “Aumento di 5 euro a pacchetto? Così si apre la strada al contrabbando. Guardiamo alla Francia”

La proposta di legge di iniziativa popolare che punta ad aumentare di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo, arrivata in questi giorni in Parlamento dopo aver superato le 50.000 firme, preoccupa la categoria delle rivendite di tabacchi. A esprimere le ragioni dei tabaccai è Assotabaccai Confesercenti.

“La tutela della salute è un obiettivo che condividiamo e che nessuno intende mettere in discussione”, afferma il presidente nazionale Gianfranco Labib. “Ma il modo in cui si persegue un obiettivo conta quanto l’obiettivo stesso. Un rincaro di 5 euro a pacchetto applicato in un colpo solo non è una misura graduale: è uno shock di prezzo. Quando il prezzo legale si allontana di colpo da quello che il consumatore è disposto a pagare, la domanda si sposta verso il mercato illegale, che non paga accise, non rispetta regole, non controlla a chi vende”.

L’associazione invita a guardare a chi quella strada l’ha già percorsa. Secondo lo studio KPMG, nel 2024 in Francia sono state consumate 18,7 miliardi di sigarette illecite, pari al 37,6% del consumo totale, il dato più alto di tutta l’Unione europea. E la stessa Europol, nel rapporto 2025 sulla criminalità organizzata, indica tra i principali fattori che alimentano il commercio illecito di tabacco proprio le accise e le imposte elevate e in crescita.

“La Francia ha politiche di prezzo simili a quelle che si vorrebbero introdurre da noi, e oggi più di un terzo delle sigarette consumate sfugge a ogni controllo”, prosegue Labib. “È esattamente lo scenario che in Italia abbiamo conosciuto negli anni ‘80, quando il contrabbando di tabacchi era un fenomeno di massa: criminalità organizzata, evasione, prodotti privi di qualsiasi garanzia venduti per strada. Rischiamo di tornare indietro di quarant’anni”.

C’è poi la questione del gettito. Lo stesso studio KPMG stima che nell’Unione europea le perdite per gli erari nazionali legate alle sigarette illecite abbiano raggiunto nel 2024 i 14,9 miliardi di euro. “Si presenta questa misura come una fonte di risorse per la sanità”, osserva Labib, “ma il gettito si incassa solo se l’acquisto resta nel circuito legale. Se spinge il consumatore verso il contrabbando, lo Stato non incassa l’accisa nuova e perde pure quella che già percepiva. È un autogol fiscale, oltre che un problema di sicurezza”.

Le rivendite di generi di monopolio, ricorda infine l’associazione, sono presìdi di legalità sul territorio: vendono un prodotto controllato, tracciato, con verifica dell’età all’acquisto. “Spostare il consumo nel sommerso significa toglierlo dalle mani di chi opera alla luce del sole e affidarlo a chi non chiede documenti e non risponde a nessuno”, conclude il presidente. “Non chiediamo di non fare nulla: chiediamo di non ignorare l’esperienza altrui. L’Europa offre esempi in entrambe le direzioni. L’Italia, finora, è stata tra i paesi che con regole prevedibili hanno tenuto sotto controllo il mercato illecito. Sarebbe un errore cambiare rotta”.

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