Turismo, in forte aumento l’offerta turistica ricettiva gestita in forma privata in Emilia Romagna sui principali portali di promo-commercializzazione on line

Assohotel-Confesercenti E.R.: “Occorre integrale applicazione delle nuove norme sulla cedolare secca e la completa parità di trattamento con le altre forme di ricettività”

Secondo l’indagine commissionata da Assohotel-Confesercenti Emilia Romagna al Centro Studi Turistici di Firenze, il fenomeno di abitazioni private trasformate in strutture ricettive che offrono alloggio (case, camere, appartamenti e b&b),  con i servizi tipici delle imprese regolamentate dalla normativa regionale, è in continuo aumento e ormai ha raggiunto dimensioni molto significative, al punto da creare una situazione di concorrenza sleale tra strutture ricettive ufficiali e forme di ricettività privata.

Proprio per questo Assohotel-Confesercenti E.R. ha accolto con soddisfazione la recente approvazione dell’introduzione della cedolare secca del 21% e della tassa di soggiorno per gli affitti brevi ma, nello stesso tempo, la ritiene un primo passo verso l’equiparazione completa delle regole delle diverse forme di ricettività anche per quanto riguarda, ad esempio, la normativa inerente l’IVA, i regolamenti igienico sanitari, la sicurezza e gli altri tributi; infatti, generalmente, non si tratta di iniziative occasionali, ma di attività economiche vere e proprie svolte nell’intero arco dell’anno o quasi e con l’offerta di servizi simili a quelli delle strutture ufficiali.

L’indagine, presentata oggi ad un anno di distanza dalla prima che già  fotografava un fenomeno di dimensioni significative, ha inteso offrire un quadro sufficientemente reale, quantificando l’offerta disponibile a luglio 2017,  cercando di distinguere le strutture «ufficiali» da quelle che operano al di fuori della normativa regionale, analizzando le proposte ricettive presenti nella nostra regione sui maggiori portali di commercializzazione come Home ToGo Homeaway, Windu, Casevacanza, Booking, Tripadvisor; una parte è invece dedicata, in particolare ai numeri delle strutture che si appoggiano ad Airb&b su Bologna. Erano presenti Filippo Donati, presidente Assohotel- Confesercenti E.R., Stefano Bollettinari, direttore Regionale Confesercenti, Alessandro Tortelli, direttore del Centro Studi Turistici (CST), Loreno Rossi, direttore Confesercenti Bologna.

Dall’analisi risulta che in Emilia Romagna Homeaway conta ad oggi ben 2120 offerte (+ 21%)  suddivise in Appartamenti, Case, Cottage, Ville e Residence. Sono in forte aumento gli annunci gestiti da privati che oramai raggiungono il 51% (43,7% nel 2016).

Wimdu presenta 1223 proposte (i +10,2%); anche in questo caso il maggior numero di proposte riguarda appartamenti e case, così come CaseVacanze presenta per l’Emilia Romagna oltre 1300 annunci con un incremento del +8,8% rispetto all’anno scorso.

Booking.com conta per l’Emilia Romagna 5.767 strutture ricettive con un aumento del 38%. L’incremento maggiore si registra sugli appartamenti che passano da 849 a 1.497 a luglio 2017. In forte crescita anche tutte le altre tipologie collegate alla ricettività con le caratteristiche della civile abitazione (B&B da 550 a 800, Casa vacanze da 166 a 258, gli affittacamere da 100 a 175). La panoramica regionale si chiude con Tripadvisor che ad oggi registra sul proprio portale ben 8.743 annunci di strutture ricettive ( + 7,1% ).

Il lavoro di aggiornamento ha preso in considerazione anche il portale AIRBNB ma esclusivamente per l’offerta relativa al territorio comunale di Bologna. A tutt’oggi l’offerta ricettiva su questa città registra oltre 1.500 annunci (rispetto ai 611 del 2016 con un incremento del 149%). Sono in forte crescita le case/appartamenti che raggiungono ormai il 47% degli annunci postati, così come le stanze private; sono stabili le cosiddette stanze condivise. Rispetto all’indagine del 2016, oltre ad essere cresciuto il numero di annunci, sono anche aumentate le strutture ufficiali che hanno scelto come canale di promo-commercializzazione Airbnb, che hanno raggiunto un quarto degli annunci presenti (rispetto al 19% del 2016). In aumento gli Host che pubblicano più annunci per più appartamenti (485 annunci fanno riferimento a 68 Host).

L’indagine quest’anno ha preso in esame un nuovo portale HOMETOGO.IT che si definisce “Il più grande motore di ricerca per case e appartamenti vacanza al mondo”. HomeToGo raccoglie e raggruppa tutte le offerte in un unico sito, ricercando le offerte tra le più piccole agenzie specializzate e i più grandi portali con un solo click (oltre 150 siti). In Emilia Romagna sono presenti 67.507 proposte con un prezzo medio pari a Euro 106 suddivise in ben 14 differenti tipologie ricettive. A Bologna invece sono presenti su questo portale ben 2.374 proposte con un prezzo medio pari a Euro 88 suddivise in 11 tipologie ricettive.

A giudizio di Filippo Donati, presidente di Assohotel- Confesercenti: “tutte le attività del settore ricettivo devono essere regolamentate da norme che garantiscono una corretta competizione. Questo dato, di pari opportunità, in questo momento non è assolutamente vigente, anche se da anni, a gran voce, chiediamo, come Assohotel, norme condivise e per tutti. Assohotel, ma tutta la Confesercenti, non ha mai chiesto l’eliminazione di determinate forme di accoglienza o ricettività, anzi, le ritiene una ricchezza ed una occasione in più di sviluppo. Ma senza regole uguali per tutti, sia fiscali che comportamentali, salterà tutto, o meglio, salterà la parte debole di questo settore, che in questo momento è proprio quello alberghiero, vessato da una tassazione fuori media europea di diversi punti, da un cuneo fiscale sul lavoro ormai insostenibile e da una burocrazia ai limiti della più fervida fantasia. Occorre mettere mano a queste nuove formule di ricettività anche, se non altro, per difendere i consumatori finali, i turisti, prima che il nostro Paese (la nostra regione e le nostre città) diventino destinazioni dove bisogna fare molta attenzione alle ‘fregature’”.

Per Stefano Bollettinari, direttore di Confesercenti Emilia Romagna: “il fenomeno dell’offerta turistica gestita in forma privata sui portali on line ha assunto una dimensione talmente ampia che si configura come una vera e propria rete ricettiva parallela a quella ufficiale e non certo come un’attività occasionale.

Servono le stesse regole per tutti, altrimenti diventa una sorta di “concorrenza sleale 4.0” almeno a partire dal rispetto (senza azioni dilatorie) di quanto previsto dal D.L. 50/2017 per quanto riguarda il pagamento della cedolare secca e della tassa di soggiorno. Ci aspettiamo in merito i controlli del caso”.

Per Loreno Rossi, direttore di Confesercenti Bologna: “l’introduzione  della cedolare del 21% sugli affitti brevi relativi ad appartamenti o locali (anche ad uso turistico) introdotta dal Governo, rappresenta certamente un primo passo verso l’equiparazione delle regole nelle diverse forme di ricettività e come tale è da valutare positivamente. Ciò non è tuttavia sufficiente perché è necessario andare oltre con una regolamentazione e limitazione più complessiva del fenomeno, dall’introduzione della partita IVA e agli altri adempimenti riguardanti le altre forme di ricettività  professionale”.

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