TURISMO ORGANIZZATO: settore in allarme per la cancellazione del Fondo di Garanzia. Pagheranno di più consumatori e aziende

L’Italia si fa scudo dell’Europa per la cancellazione del fondo di garanzia per il turismo organizzato e a pagare sono imprese e consumatori.

Lo scorso 10 giugno è stato approvato in prima lettura dalla Camera dei Deputati ed ora all’esame del Senato, il testo della cosiddetta ‘legge europea 2014’. Nonostante il parere contrario di Assoviaggi Confesercenti e delle altre associazioni di categoria del turismo intermediato ed organizzato in Italia, l’art. 8 bis dispone la cancellazione del fondo di garanzia per i viaggiatori con pacchetto di viaggio, per il rimborso in caso di insolvenza delle agenzie di viaggio e dei tour operator e per garantirne il rientro in Patria.

La scusa è sempre la stessa: è l’Europa che ce lo chiede. Abbiamo scoperto però che la Commissione Europea in realtà chiede allo Stato Italiano tempi più celeri per il rimborso ai consumatori e maggiori risorse. Riguardo alle risorse, proprio due anni fa lo stesso Parlamento di oggi, ha deciso il raddoppio del prelievo a carico delle aziende del settore. Per i tempi lunghi di rimborso, ha giocato a sfavore il passaggio delle competenze sul turismo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri al Mibact ed i contestuali fallimenti di importanti operatori, generando un arretrato di oltre 6.000 domande di cui circa 2.500 liquidate negli ultimi mesi.

L’alternativa trovata non può essere quella di ribadire l’obbligo per intermediari ed organizzatori a garantire contro tali rischi ogni viaggiatore con pacchetto di viaggio.

“Le risorse – ha ribadito Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confesercenti – non possono derivare da un’assicurazione obbligatoria a carico dell’organizzatore, per irreperibilità sul mercato di un tale prodotto assicurativo e ove anche tale sistema fosse realizzabile, sarebbe necessario valutare l’effetto distorsivo sul mercato che l’imposizione di un tale obbligo produrrebbe: infatti, se l’obbligo riguardasse soltanto gli operatori comunitari, si realizzerebbe una concorrenza sleale da parte dei T.O. di paesi extracomunitari che, non avendo tale onere, potrebbero proporre ai viaggiatori prezzi più vantaggiosi.”

“E’ importante che si discuta quanto prima una soluzione alternativa – conclude Rebecchi – sulla base anche di un resoconto da parte del Mibact dell’attività del Fondo sino ad oggi, con particolare riferimento alla capienza ed al numero di pratiche ancora da liquidare. Auspichiamo quindi un tavolo di confronto urgente allargato anche a tutti gli attori coinvolti (MISE, consumatori, banche, assicurazioni, ecc.) per evitare l’ennesimo danno a carico delle imprese del turismo.”

Roma, 17 giugno 2015

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