Un buono pasto al giorno contro la crisi delle imprese

ticket_smlUn buono pasto al giorno per togliere la crisi di torno. Sembra una vecchia filastrocca, ma è in realtà la richiesta avanzata dalla Fiepet-Confesercenti per  limitare i danni della crisi economica e tutelare gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande che dagli anni ’70, con investimenti ed impegno, hanno fatto crescere questo mercato. Stiamo parlando del mercato riferito al Servizio sostitutivo di mensa per i dipendenti tramite buoni pasto, che rappresenta  un giro d’affari del valore annuo di oltre 2,5 miliardi di euro.

Il Dpr 207/2010 ha esteso la possibilità dei buoni anche alle imprese che effettuano cessione di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato (ma spesso anche prodotti non appartenenti al settore merceologico alimentare) contribuendo alla chiusura di moltissimi esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, soprattutto quelli più piccoli.

Questo avviene in quanto vengono sistematicamente disattese le normative di cui al suddetto Articolo 285 del citato Dpr (utilizzo di un solo buono pasto al giorno, non cumulabile, né cedibile, né convertibile in denaro, ecc.) da parte di vari componenti la Filiera, e tali inadempienze assumono spesso anche la valenza di veri e propri abusi.

In data 23 dicembre 2014 è stata promulgata la legge 190/2014 (Legge di stabilità 2015), che contiene la defiscalizzazione del buono pasto a 7 (sette) Euro con decorrenza a partire dal 1° luglio p.v.. Il buono pasto deve essere reso in forma elettronica e costituirà, pertanto, lo strumento che consentirà tecnologicamente di poter far rispettare pienamente la Legge e ripristinare la natura stessa del servizio sostitutivo di mensa aziendale.

La Fiepet ritiene molto urgente, pertanto, che vengano adottate da subito una serie di iniziative che tengano conto dell’attuale situazione del settore e che consentano concretamente di tutelare anche i diritti e gli interessi degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, oggi così tanto penalizzati. In particolare, al fine di assicurare un utilizzo più consono del buono pasto, dovrà essere ribadita e formalizzata l’obbligatorietà, per il consumatore, di utilizzare giornalmente e per ogni prestazione un solo “buono” presso lo stesso locale.

I vantaggi di questa proposta della Federazione consistono, in sintesi, ad ottenere un:

  • maggiore gettito verso i pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande;
  • mantenimento degli attuali livelli di occupazione;
  • estensione della Rete di pubblici esercizi in grado di utilizzare i Buoni Pasto;
  • incremento dei servizi digitali presso i pubblici esercizi (smaterializzazione del buono pasto cartaceo e buono pasto elettronico) con i seguenti ulteriori vantaggi:
    • miglioramento della  organizzazione e della gestione del servizio, con una semplificazione  del processo amministrativo e conseguente riduzione dei costi di gestione;
    • maggiore celerità nei pagamenti;
    • eliminazione del rischio di accettazione dei buoni pasto rubati, falsificati o scaduti;
    • eliminazione di eventuali errori di rendicontazione (fattura automatica) con possibilità di ottenere report giornalieri;
    • eliminazione della necessità di consegna o spedizione dei buoni, con conseguente annullamento del rischio di smarrimenti e furti.

“Solo così – afferma Esmeralda Giampaoli, Presidente nazionale della Fiepet – si ridurranno i rischi di abuso del servizio e si assicurerà, al mondo delle imprese della somministrazione, il legittimo riconoscimento per un’offerta sostitutiva di mensa pienamente soddisfacente per il consumatore, ma sarà anche indispensabile che il costo di questo servizio non ricada, sempre e solo, sulle spalle delle imprese del pubblico esercizio, ma che venga equilibrata da convenienti accordi con le aziende emettitrici dei buoni pasto”.

Roma, 21 maggio 2015

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