fbpx

Vendite immobilirai, indagine Anama Confesercenti Modena

In incremento sul territorio provinciale, le agenzie di compra/vendita immobiliari condotte da donne. Incidono la flessibilità degli orari e la forte predisposizione ai rapporti interpersonali. Soprattutto il fatto di riuscire ad ispirare maggior fiducia e quindi meglio fidelizzare il cliente, in un settore in cui la fidelizzazione risulta difficile

Roberta_BoniAlle spalle, un 2014 contrassegnato da forti difficoltà per le agenzie immobiliari del territorio. Non solo perché il mercato è rimasto parco di movimenti significativi, nonostante lievi segnali di ripresa, ma anche e soprattutto per la chiusura di ben 67 attività livello provinciale. Un crollo mai registrato nell’ultimo decennio. C’è però un dato in controtendenza significativo e confortante anche in vista dell’imminente 8 marzo: quello relativo, in termini percentuali, al numero di imprese femminili nel settore che segnano un interessante incremento.

Stando ai dati del Centro studi e Statistiche della Camera di Commercio di Modena, elaborati da ANAMA Confesercenti, il numero di agenzie immobiliari nella nostra provincia è sceso nel 2014 a 443, contro le 510 del 2013. In termini percentuali la flessione è del 13%. Negativo poi anche il saldo di iscrizioni e cessazioni: le nuove agenzie iscritte risultano essere 32 (nel 2013 sono state 69), mentre le cessate 50 (nel 2013 si sono fermate a 44): 18 attività in meno. Sorprende però il dato relativo alle imprese condotte da donne che aumentano, leggermente, rispetto alle maschili: ora, rappresentano più del 25% del totale, contro il 24% circa dell’anno precedente. “In una fase in cui le compravendite stentano ancora a ripartire in modo significativo e in un mercato più ristretto per tutti – sostiene Vittorio Coen, direttore provinciale di ANAMA, l’Associazione degli agenti immobiliari aderenti a Confesercenti – sono proprio i numeri relativi alle ‘quote rosa’ a stupire. Da qualche anno abbiamo notato, anche nei corsi preparatori all’esame, una lenta ma continua e crescente presenza di donne desiderose di diventare agenti. Se pensiamo al fatto che quello della intermediazione immobiliare è sempre stato considerato un settore tradizionalmente maschile, oggi dobbiamo prendere atto che nella nostra provincia un agente immobiliare su quattro è donna”.

A svelare i motivi per cui le donne sono attratte da questa professione è stato un sondaggio condotto da ANAMA in collaborazione con il CNIF, il Coordinamento dell’Imprenditoria femminile di Confesercenti tra le agenti immobiliari associate. “E’ emerso con chiarezza – spiega Isa Tosi, responsabile CNIF – come questa professione, nonostante le oggettive difficoltà del momento economico, si coniughi meglio al femminile per alcune doti peculiari delle donne: maggiore capacità di ascolto delle esigenze della clientela, migliore propensione alle relazioni interpersonali e soprattutto una superiore capacità di adattamento ai cambiamenti dettati dalla crisi. Per ultimo, ma ugualmente importante, è il poco impegnativo investimento iniziale per avviare l’attività”.

IL SONDAGGIO – E’ stato condotto nel febbraio 2015 su di una trentina circa di agenti donne; la maggior parte delle quali titolare o contitolare dell’agenzia immobiliare in cui lavora (76%), è sposata con figli (78%) e ha scelto questa professione per: la flessibilità degli orari (90%), la particolare predisposizione ai rapporti interpersonali (84%); in qualche caso anche per il poco impegnativo investimento finanziario iniziale (42%). La percentuale di agenti che dichiarano di riuscire a conciliare le esigenze professionali con quelle private e famigliari si attesta al 95%; mentre quelle che dichiarano di sentirsi agevolate per il fatto di essere donne sono state il 68%: soprattutto per la ragione che riescono ad ispirare maggiore fiducia e quindi meglio fidelizzare il cliente, in un settore peraltro in cui la fidelizzazione è difficile per definizione. Infine alla domanda ‘Se consiglierebbero ad una figlia o ad un’amica questa professione’, il 47% ha risposto ‘sicuramente sì’ mentre il 53% pur rispondendo affermativamente, ha precisato ‘a certe condizioni’.

“L’esito del sondaggio – dice Roberta Boni, agente immobiliare e home stager – non mi sorprende. perché sono sempre stata e resto convinta che questa professione si esprima meglio al femminile. Ritengo che le donne, grazie in particolare alla sensibilità che riescono ad esprimere, prima e meglio sono in grado di identificarsi nelle esigenze dei clienti e quindi a consigliare la soluzione abitativa più adatta. Chi tra le donne ha forti motivazioni, oltre a caratteristiche personali adeguate ritengo possa, anche se non più in età giovanile cimentarsi in questa professione, pure come nuova opportunità lavorativa.”

 

Condividi