Vigilia e Pranzo di Natale 2013, confesercenti-swg: il 91% celebrerà a casa, spesa media di 96 euro.

Pranzi  numerosi, a tavola come i nonni: meno portate e più qualità. Rispunta il tartufo, continua il calo dell’agnello. Dal primo al dolce, il menu natalizio piatto per piatto. 

Gli italiani, anche quest’anno, vivranno l’atmosfera e la magia del Natale in casa, nel segno della tradizione e dello stare in famiglia. Secondo quanto emerge dal sondaggio Confesercenti-Swg sulle abitudini natalizie degli italiani, infatti, il 91% degli adulti italiani (oltre 43 milioni) celebrerà la Vigilia o il pranzo di Natale insieme ai parenti stretti, imbandendo le tavole con menù ricchi ed elaborati della tradizione locale dal punto di vista gastronomico. Sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno il budget medio dedicato (96 euro) anche se si spenderà con più attenzione rispetto al 2012, all’insegna di minor quantità ma maggior qualità.

Natale, in leggera diminuzione gli italiani che lo celebrano in casa. Lieve aumento di chi non festeggia la ricorrenza.

Come detto, quest’anno il 91% degli italiani trascorreranno le festività natalizie: un dato in leggero calo rispetto al 94% registrato nel 2012. La tradizione è quindi consolidata, anche se aumenta ancora la quota di italiani che decide di non festeggiare: sono il 4%, rispetto al 3% del 2012 e all’1% del 2011. Si registra anche un leggero aumento (dall’1 al 2%) di coloro che brinderanno e gusteranno le prelibatezze natalizie, insieme a parenti ed amici stretti, al ristorante. Un altro 2% sceglierà, invece, di partire con la famiglia in vacanza in Italia per scambiarsi i doni e festeggiare insieme visitando altre città, mentre l’1% degli italiani sarà in viaggio all’estero. Quest’anno, scompare invece la percentuale di italiani che passerà le feste al lavoro: dall’1% del 2012 allo 0% del 2013.

Domanda: Dove passerà la vigilia e il pranzo di Natale?

 

2011

2012

2013

in casa, presso parenti e/o amici

92

94

91

al ristorante

2

1

2

in vacanza in Italia

2

1

2

al lavoro

2

1

0

in vacanza all’estero

1

0

1

non festeggio

1

3

4 

 

La spesa media per imbandire le tavole diventa più ‘oculata’. Ingrediente insostituibile: ‘ritrovarsi in famiglia’

Il ‘ritrovarsi in famiglia’ è l’elemento insostituibile degli italiani per celebrare il Natale, anche se quest’anno la spesa media per imbandire le tavole delle feste è in leggera flessione: cala dell’1% la spesa per il menù natalizio rispetto al 2012 per una media di 96 euro a testa. Torna a salire la quota di italiani indirizzati verso una scelta low-cost, con una spesa contenuta entro i 75 euro: sono il 54% (era il 51% nel 2012). Passa, invece, dal 34% al 33% la fetta di concittadini che spenderanno da 76 a 125 euro mentre rimane stabile al 12% la scelta di ordinare fino a 250 euro a persona per i piatti natalizi. In calo, infine, dal 3% all’1% i supermenù da oltre 250 euro.

 

Domanda: quanto pensa che spenderà la sua famiglia per la cena della vigilia e per il pranzo di Natale?

 

2012

2013

fino a 75 euro

51

54

da 76 a 125 euro

34

33

da euro 126 a 250

12

12

oltre 250 euro

3

1

stima della spesa media euro

97,00

96,00

 

La ricetta anticrisi delle feste natalizie: a tavola come i nonni, meno portate e più qualità.

Gli italiani preparano il Natale all’insegna della tradizione gastronomica. “L’approvvigionamento per la cena della vigilia ed il pranzo di Natale è iniziata, nonostante la crisi, con la voglia di festeggiare il Natale con le ricette ed i piatti tipici della tradizione, anche se con qualche rivisitazione in chiave più moderna”, afferma Gian Paolo Angelotti, presidente di Fiesa, la federazione della Confesercenti del settore alimentare . “Ciò che si elimina dalla tavola imbandita – continua il presidente Fiesa – è l’idea di spreco in tempi di crisi: si riduce il numero delle portate, le ordinazioni sono più ponderate ed orientate alla qualità, ci si ritrova a tavola come ai tempi dei nonni, con vigilia e pranzi natalizi numerosi dove la buona cucina e lo stare in famiglia sono garantiti”.

Il menu di Natale: ‘rispunta’ il tartufo, bene arrosti e carni farcite. Continua il calo dell’agnello

“Tra le portate più scelte, si conferma l’antipasto a base di pesce o carne. Dall’arrosto ripieno, al più moderno strudel di maiale, dalla rollata di tacchino farcita di castagne ai tortellini al brodo di cappone”, spiega Angelotti. “I clienti scelgono un menù tradizionale per le portate principali che rispecchia le specialità locali, con ricchi piatti decisamente elaborati. I consumi alimentari proseguono anche spinti dalle promozioni ed offerte sui prodotti tipici natalizi, ma gli italiani scelgono anche pietanze da rielaborare: per il pranzo di Natale si recupera il brodo dei tortelli della vigilia per gustosi risotti con funghi porcini o al tartufo, curiosamente più richiesto quest’anno (nonostante il costo elevato) anche per farcire fagiani e conigli. Cotechini ed insaccati – aggiunge Angelotti – sono un must natalizio, così come i contorni ed i piatti di accompagnamento non mancano in cucina: dalle patate al forno ai carciofi, dalle melanzane ai finocchi gratinati, le verdure seguono sempre i piatti principali. Ancora in calo, invece, il consumo di agnello. Per la fascia alta di clientela che può spendere di più, il salmone di qualità o dei brasati al barolo, soprattutto al Nord, conferiscono alle tavole qualità e gusto raffinato. In crescita, quest’anno, la richiesta di mostarde e salse da servire con le carni cucinate ed i bolliti. La scelta dei vini e champagne è condizionata dalla capacità di spesa, ma non mancano mai per il consueto brindisi e per gustare le pietanze. Non mancano, infine, sulle tavole della festa più importante dell’anno dolciumi e prodotti artigianali: panettone, pandoro (spesso farcito in versione sia dolce che salata) torroni, struffoli, panforte, biscotti speziati e frutta secca rappresentano il momento più atteso di un buon fine pasto”.

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