25 luglio sciopero dei gestori a marchio Esso acquisiti da Petrolifera Adriatica in Toscana, Marche Abruzzo.

Chiusura degli impianti contro i proprietari che violano le norme di settore
Il commento di Andrea Stefanelli Presidente Regionale Faib Confesercenti Faib

Oggi mercoledì 25 luglio gli impianti a marchio esso di Abruzzo, Marche e Toscana, resteranno chiusi in segno di protesta contro Petrolifera Adriatica, subentrata nella proprietà degli impianti alla Esso italiana SRL, che si rifiuta di applicare l’accordo economico e normativo vigente e pratica condizioni unilaterali peggiorative ai gestori della rete, violando le leggi di settore.

Questa è la protesta indetta da Faib Fegica e Figisc che vede la chiusura degli impianti dalle 19.00 del 24 luglio alle 07.00 del 26 luglio, nelle regioni interessate.

La manifestazione di chiusura degli impianti si è resa necessaria per la netta chiusura della nuova proprietà ad intavolare un negoziato serio e costruttivo finalizzato alla stipula di un accordo per i gestori della rete, come previsto dalla normativa vigente, D.Lgs. 32/98, L.57/2001, L.27/2012.

Petrolifera Adriatica, a fronte delle richieste delle associazioni dei gestori ad aprire un negoziato, ha continuato impunemente calpestare il quadro normativo e l’accordo di colore del 16 luglio 2014, tuttora vigente, praticando unilateralmente condizioni peggiorative imposte. La manifestazione di chiusura degli impianti è la risposta adeguata e commisurata per la tutela dei diritti della categoria, contro la cancellazione della contrattazione collettiva portata avanti dalla società “Petrolifera Adriatica”.

La mobilitazione denuncia l’arroganza di chi ha acquistato la rete Esso pensando di scaricare i costi acquisizione sui gestori, contro la politica dell’azienda che impunemente ha deciso di negare la validità di accordi sottoscritti in forza di legge, per fare cassa. Faib Fegica e Figisc denunciano il tentativo di stravolgere la normativa di settore, di imporre unilateralmente la legge del più forte, di imporre la prassi illegale degli accordi individuali, imposta con pressioni varie, di azzerare i diritti dei gestori e riportare al dopo guerra le condizioni di lavoro della categoria, senza diritti e senza dignità.

Di fronte all’arroganza di una proprietà che si sottrae persino agli inviti del Mise a intavolare la trattativa per la definizione dell’Accordo economico, le Federazioni sostengono la protesta dei gestori, alcune decine dei quali sono già in tribunale per vedersi riconoscere i loro diritti violati benché normativamente tutelati.

Sciopero e chiusura degli impianti, dunque, come risposta alla volontà ripetuta e manifesta di appropriarsi delle risorse dei gestori e della loro autonomia in palese violazione delle leggi.

I rappresentanti dei gestori hanno illustrato la protesta e le sue ragioni nella sala stampa ‘Cutuli’ di palazzo Sacrati Strozzi, in piazza Duomo 10 a Firenze.

Hanno partecipato l’assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo, il consigliere regionale Marco Niccolai, Andrea Stefanelli Presidente regionale Faib Confesercenti,  Presidente regionale Figisc Confcommercio e i rappresentanti delle altre Associazioni.

La manifestazione di chiusura– ha detto Andrea Stefanelli, Presidente regionale di Faib Confesercenti-è stata l’unica risposta possibile, lasciataci dall’azienda, per la netta chiusura della proprietà ad intavolare un negoziato serio e costruttivo finalizzato alla stipula di un accordo per i gestori della rete. Il Sindacato chiede che , come previsto dalla normativa vigente, D.Lgs. 32/98, L.57/2001, L.27/2012, si faccia un Accordo per definire gli aspetti economici e normativi di gestione della rete di Petrolifera Adriatica. È inaccettabile che ci siano operatori che si sottraggono alle leggi dello Stato. Petrolifera Adriatica, a fronte delle richieste delle associazioni dei gestori ad aprire un negoziato, ha continuato impunemente calpestare i diritti dei gestori a marchio Esso stabiliti dal quadro normativo e dall’accordo di colore del 16 luglio 2014, tuttora vigente, praticando unilateralmente condizioni peggiorative imposte. Non avevamo altra possibilità di protesta che la chiusura degli impianti, considerato che in molti casi siamo già al contenzioso legale. Molti gestori, supportati da Faib hanno dato mandato ai legali di aprire le vertenze.

Oggi denunciamo l’arroganza di chi ha acquistato la rete Esso pensando di scaricare i costi acquisizione sui gestori, contro la politica dell’azienda che impunemente ha deciso di negare la validità di accordi sottoscritti in forza di legge, per fare cassa. Questo tentativo di stravolgere la normativa di settore e di imporre la legge del più forte e prassi illegali non passerà. Oggi la Regione Toscana, ma anche altri enti locali e le istituzioni, sono al nostro fianco a tutelare i diritti dei gestori. Un grazie alla Regione Toscana per questa decisa posizione che non tarderà ad arrivare sui tavoli nazionali e al Mise.

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