Amministratori di condominio, Fontanari: “Settore in crescita, già 60.000 amministratori professionisti”

L’intervista al Presidente Confaico-Confesercenti

Presidente, quali sono gli obiettivi principali che si pone la vostra organizzazione?

Purtroppo quando si parla di Condominio, la gente spesso associa questa parola ad un fastidio, una costrizione, ad un ambiente quasi ostile. Quando si parla di Amministratori di Condominio si aprono le cateratte e ne vengono giù di tutti i colori. Ciò e dovuto ad una scarsa conoscenza dei compiti e delle responsabilità che l’amministratore si assume in termini di legge, dal momento in cui gli viene assegnato il compito di gestire l’immobile. La nostra ambizione è quella di trasmettere ai nostri clienti, proprietari di immobili ed inquilini, la convinzione che affidarsi ad una associazione come la Confaico per scegliere l’amministratore vuol dire trovare competenza, trasparenza e professionalità.

Spesso si sente parlare di liti condominiali o di consorzi in amministrazione controllata, quanto ha a che fare tutto questo con la scarsa qualificazione professionale degli amministratori?

Le liti condominiali sono in crescita esponenziale e rappresentano quasi il 50% delle cause civili pendenti in Italia, basti pensare che, ad una recente audizione del Ministro di Grazia e Giustizia, sono state indicate come uno maggiori motivi dell’intasamento delle procedure giudiziali civili.

Noi siamo convinti cha di fronte ai problemi che un amministratore di condominio deve affrontare oggi (basti pensare che è responsabile di tutte le norme sulla sicurezza), occorra un’ adeguata e costante preparazione .

Un amministratore poco preparato o non attento alla materia non trasmette autorevolezza, generando dubbi nell’assemblea che possono alimentare l’avvio delle liti tra condomini. Per questo è fondamentale una competenza tale da garantire risposte corrette ed immediate evitando, spesso, l’avvio di contenziosi.

Vorrei anche dire che, malgrado la legge sulla nostra attività (LEGGE 11 dicembre 2012 , n. 220) abbia da poco compiuto un anno, sono ancora tanti gli aspetti sui quali si deve intervenire per trasformare la figura dell’Amministratore in un professionista qualificato.

A tal proposito, voi date ampio spazio ad iniziative di formazione. Come deve essere la formazione per questo tipo di figure professionali?

Con l’entrata in vigore della Legge 220 per esercitare questa professione occorre aver frequentato un corso di formazione e, per continuare ad esercitarla, occorre un aggiornamento annuale secondo i criteri individuati da un apposito regolamento del Ministero. In attesa dell’emanazione dei decreti attuativi previsti dalla legge parte del ministero, la Confaico ha comunque previsto un corso standard di almeno 100 ore che realizziamo assieme al Cescot, la Scuola di Impresa della Confesercenti che si occupa di ricerca, formazione professionale ed assistenza tecnica, rivolta ad imprenditori ed imprese nei settori del commercio, turismo e servizi presente in tutte le regioni italiane. Il corso, al quale ha accesso qualunque cittadino in possesso almeno del diploma di scuola secondaria di secondo grado, tocca aspetti giuridici , tecnici , organizzativi , insegna come si instaura la relazione con le varie imprese, fino alla gestione psicologica della lite in assemblea.

Ritiene che la normativa che disciplina la scelta e la nomina degli amministratori di condominio sia adeguata?

Riteniamo che la legge sia un buon punto di partenza. Certo rimangono scoperti alcuni aspetti per noi importanti, come ad esempio tutta la parte che riguarda la formazione obbligatoria.

Ma, se pensiamo che, fino ad oggi, la figura dell’amministratore, così com’era stata definita dal codice nell’immediato dopo guerra ( nata grazie al concetto ispiratore che faceva riferimento ad un generico e non ben espresso “comportamento del buon padre di famiglia”) ha permesso di amministrare grandi condomini, sono stati fatti passi da gigante. 

Prevedete un’azione informativa e di supporto anche nei confronti dei condomini ?

Si . Partendo dal nostro sito e la nostra pagina Facebook , intendiamo intensificare la comunicazione e l’informazione nei confronti dei condomini. L’obbiettivo è quello di realizzare una rubrica nel nostro sito web dedicata a loro, con aree di consulenza. Questo poiché crediamo fermamente che la conoscenza dei propri diritti imponga la trasparenza dei comportamenti di chi amministra e aiuti a far crescere la professionalità.

Spesso il ruolo di amministratore di condominio è svolto da persone che prendono in carico più edifici seguendoli in maniera distratta e talvolta imponendo fornitori o tecnici di loro fiducia: come si può evitare che questo accada?

Normalmente l’amministratore nel parco fornitori si avvale di servizi e consulenze che spesso vengono richieste a ditte e tecnici di fiducia. E’ ottimale per una buona riuscita avere persone con le quali dialogare ed operare sinergicamente. E’ comunque una buona prassi che in assemblea, organo deliberante, arrivino più preventivi proposti da ditte e tecnici diversi, non conosciuti. Poiché scegliendo una ditta nuova si rischia il servizio, non conoscendo a pieno il loro operato, spesso l’assemblea finisce per chiamare sempre i soliti e, a volte, può essere letto da alcuni inquilini come un’imposizione.

Comunque è bene sapere che l’amministratore è obbligato a far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi, nonché quelle a qualsiasi titolo erogate per conto del condominio, su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio; ciascun condomino, per il tramite dell’amministratore, può chiedere di prendere visione ed estrarre copia, a proprie spese, della rendicontazione periodica. L’amministratore risponde penalmente di eventuali irregolarità.

Presidente, ci dia un’idea, in cifre, dell’importanza di questa categoria a livello nazionale.

Da un recente sondaggio i numeri del settore (in costante crescita ) sono: 900.000 condomini in Italia ( l‘equivalente di circa 14 milioni di alloggi ) , 60.000 amministratori che svolgono l’attività come professione, 400.000 condomini amministrati da non professionisti .

Anche se non credo molto alle medie statistiche ( un uomo che ha i piedi nel ghiaccio e la testa nel forno può avere una temperatura media ottimale ma non è detto che stia bene…) riprendendo i numeri sopra citati e la legge 220/2012, questa professione potrebbe rappresentare una buona occasione per l’occupazione visto che per legge gli immobili con più di otto condomini devono avere un amministratore professionista.

Convinti che nel prossimo futuro i “condomini” ormai non potranno essere più considerati solo un insieme di più abitazioni, ma anche realtà commerciali, artigianali e di servizio tra loro integrate e formanti parti non trascurabili di assetti urbanistici di tutte le Città ed i Comuni, la Confesercenti ha inteso arricchire le esperienze di varie piccole associazioni del settore che da anni operano su territorio in collaborazione con le sedi territoriali dalla stessa Confederazione per costituire la Confaico.

 

 

 

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