Mercatini di Natale, Bussoni: la sicurezza al primo posto, ma no ad allarmismi

Il Segretario Generale di Confesercenti a LaPresse dopo l’attentato di Berlino


Dopo la strage di Berlino, le principali città europee non mettono in discussione gli eventi già programmati e inaugurati per le festività natalizie, mercatini Natalizi compresi, ma si blindano ancora di più.

L’elevarsi del livello di allarme è generale: Londra Bruxelles, Parigi, città già avvezze a convivere con l’allerta di un attentato terroristico e che avevano già alzato le difese per il Natale intensificano i controlli. Anche in Italia sono state annunciati controlli rafforzati nelle piazze e nei mercatini; possibilità in assenza di condizioni di sicurezza di vietare concerti, fiere e manifestazioni. Poche ore dopo l’attentato a Berlino, il Viminale ha diramato a prefetti e questori una direttiva per chiedere di “rafforzare i controlli nelle aree di maggiore afflusso di persone in occasione delle prossime festività natalizie”. La decisione di “rimodulare” le misure di sicurezza è stata presa dal Comitato di analisi strategica antiterrorismo convocata d’urgenza insieme ai servizi di Intelligence dal ministro dell’Interno Marco Minniti.

Previste anche “misure di sicurezza passive”: barriere fisiche anti camion da sistemare su strade e luoghi in cui si svolgono manifestazioni.

Ma la psicosi da attentato nei mercatini natalizi Mauro Bussoni, Segretario Generale Confesercenti Nazionale non la teme perché “non bisogna creare allarmismi che andrebbero a incidere in una situazione già difficile dell’Italia dal punto di vista socioeconomico e che naturalmente pesa anche sulle scelte dei consumatori, che spendono meno”.

Anche se – sottolinea – “è necessario prevenire ed essere sempre prudenti e mettere al primo posto la sicurezza”. “Tendo a escludere un effetto paura dopo l’attentato al mercatino di Berlino. Del resto avevamo già registrato tragici fatti a Nizza e con questo tipo di attacchi ci siamo già dovuti confrontare. Ma l’effetto domino non c’è stato. La gente reagisce con la normalità dei comportamenti”, dice Bussoni.

DOMANDA. Siete stati già contattati dal Viminale, dalle prefetture o dalle istituzioni che sovrintendono alla sicurezza dopo la strage di Berlino?

RISPOSTA. Al momento non siamo ancora stati coinvolti direttamente, ma si tratta di misure di sicurezza annunciate che si stanno assumendo in queste ore. Nel caso fossimo coinvolti, ci attiveremo per comunicare con i nostri operatori e associati e fare un monitoraggio con le nostre associazioni sul territorio per fare in modo che la sicurezza sia tutelata: speriamo che a nessuna iniziativa commerciale e a nessun mercatino, in cui i commercianti hanno fatto investimenti, si debba rinunciare. Ma – ribadisco -la sicurezza di cittadini e dei turisti viene prima.

D. Come si può proteggere un mercatino natalizio come i tanti allestiti nelle città grandi e piccole italiane? Come evitare l’immagine di mercati del Natale blindati?

R. Intanto in Italia spesso questi mercatini sono situati nei centri storici, dove è più difficile che possa accedere, come avvenuto a Berlino, un tir come quello della strage delle scorse ore. A Berlino l’attacco è accaduto in una strada a numerose corsie.

D. Quale è il clima che si respira nei mercatini natalizi italiani in queste ore?

R. A Firenze, dove c’è un rinomato mercatino di Natale, come a Trento e Bolzano, famosi come quelli tedeschi, viene rispettato oggi un minuto di silenzio per le vittime di Berlino. Per ora però non si può ancora capire se ci sia un immediato impatto economico dopo l’attentato di lunedì.

D. Quanti sono gli operatori attivi nei mercatini natalizi italiani?

R. Si contano 100-150 mercati di Natale in tutta Italia, in media hanno 30-40 banchi, ma a Trento sono allestiti anche 150 banchetti. Stiamo parlando di un migliaio circa di operatori a livello nazionale.

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