Avvio dello shopping di Natale, la rivelazione flash di Confesercenti Modena: “Tiene il primo weekend di shopping natalizio. Alimentare, abbigliamento e libri in testa alle vendite”

Bar ristoranti

Sentiti cinquanta esercenti di Modena e provincia dopo il primo “reale” weekend di acquisti legati alle prossime festività: “Positiva la partenza dello shopping natalizio, ma preoccupa l’incertezza del prolungarsi del periodo pandemico che pesa sulla propensione agli acquisti”

Confesercenti Modena ha fatto una prima fotografia sulle vendite dopo il fine settimana che apre la corsa ai regali, intervistando cinquanta piccole imprese del commercio situate a Modena, Carpi, Sassuolo e Vignola. Coinvolti i settori che di norma sono maggiormente interessati alle vendite natalizie: abbigliamento, profumeria, elettronica, libri, alimentari, giocattoli e naturalmente ristorazione. Le risposte positive arrivano da tutti i set-tori che, in questo primo fine settimana, hanno registrato una ripresa delle vendite, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, caratterizzato dalle restrizioni per il contenimento della pandemia che avevano disincentivato i consumatori agli acquisti natalizi.

La ricerca
La scelta dei consumatori del territorio è ricaduta ovviamente sul settore alimentare, che conferma il buon andamento del periodo. In questo settore sono state privilegiate le leccornie della tradizione da mettere in tavola per il pranzo di Natale come il panettone, dolciumi per i più piccoli o lo zampone e il cotechino non tralasciando ovviamente i tortellini o, per chi la sfoglia la fa in casa, il ripieno per i tortellini. Non mancano però le confezioni di frutta di stagione o esotica per chi vuole un regalo più fresco e dietetico.
In crescita anche la vendita di libri che rimangono tra i regali più scelti per gli acquisti natalizi con una predilezione per la narrativa rispetto invece ai libri di storia locale che subiscono una flessione.

Stabile il settore dei giocattoli, con i giochi educativi in testa alle vendite, così come le profumerie in cui si preferiscono i profumi al posto di creme costose.
Stabile anche il settore della tecnologia in cui tra i regali più apprezzati si registrano gli acquisti di smartphone o di televisori questi ultimi spinti sicuramente dagli incentivi go-vernativi.
Tenuta anche per il settore della ristorazione rispetto allo stesso periodo del 2020 anche se occorre ricordare che lo scorso anno i pubblici esercizi erano aperti a singhiozzo e fino alle ore 18,00.
Una nota positiva anche per il settore dell’abbigliamento, in particolare per gli acquisti di accessori o articoli di marca mentre per i capi spalla la tendenza è quella di aspettare i saldi invernali.
L’indagine ha registrato anche il consolidamento di alcuni metodi di vendita tipici del pe-riodo del lockdown quali la vendita a domicilio: oltre il 61% degli intervistati ha incrementato questo canale di vendita del 10% e oltre il 38% del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; si è registrato anche un incremento delle vendite tramite canali digitali degli esercizi di prossimità.

“Dicembre è il mese più importante per i consumi – commenta Mauro Rossi, Presidente Provinciale di Confesercenti Modena – e confidiamo che questi dati, positivi rispetto allo scorso anno, si confermino anche nei prossimi giorni e nel prossimo fine settimana decisi-vo per gli acquisti natalizi”.

Anche se i primi segnali sono positivi, l’incertezza rimane: “Questo buon andamento iniziale delle vendite natalizie non compensa lontanamente la flessione registrata nei mesi scorsi a causa di numerosi fattori: dalle restrizioni, che hanno interessato il nostro Paese tra il 2020 ed i primi sei mesi del 2021, alla riduzione dei redditi da lavoro. Adesso gli incrementi dell’inflazione e dei costi energetici, unitamente al prolungarsi dello stato di emergenza che sconsiglia socialità ed eventi, alimentano il clima di incertezza sul futuro che induce le famiglie ad essere prudenti nelle spese e a mantenere un tasso di risparmio ben superiore rispetto ai periodi precedenti la pandemia. Servono interventi che accelerino il recupero rilanciando i consumi interni che rappresentano il 60% del PIL, partendo da una riforma del fisco che deve liberare il più possibile risorse delle famiglie”, conclude Rossi.

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