Bce, ulteriore inasprimento sul credito a famiglie e imprese

La Banca centrale europea lascia i tassi fermi

Nel terzo trimestre forte calo della domanda di prestiti

Gli standard creditizi per i prestiti a famiglie e imprese “si sono inaspriti ulteriormente” nel terzo trimestre di quest’anno nell’Eurozona a causa del peggioramento della congiuntura e del rialzo dei tassi.

E’ quanto emerge dal ‘Bank lending survey‘ della Bce, secondo cui “la domanda di prestiti da parte di imprese e famiglie ha continuato a diminuire fortemente”.

Per il quarto trimestre del 2023, “le banche dell’area dell’euro si aspettano un ulteriore, seppur più moderato, inasprimento netto dei criteri di credito sui prestiti alle imprese e criteri di credito sostanzialmente invariati sui prestiti alle famiglie per l’acquisto di case. Per quanto riguarda il credito al consumo, le banche dell’area euro si aspettano un’ulteriore significativa stretta netta”.

Secondo l’indagine sul credito bancario dell’area euro dell’ottobre 2023, la percentuale di banche che hanno segnalato un inasprimento degli standard creditizi nel terzo trimestre si è leggermente attenuata rispetto al trimestre precedente, ma è stata leggermente superiore alle attese.

I termini e le condizioni complessivi di approvazione dei finanziamenti applicati dalle banche si sono ulteriormente inaspriti per tutte le categorie di impieghi.

L’ampliamento dei margini di prestito è stato il principale motore della stretta e riflette il trasferimento dei tassi di mercato più elevati ai tassi sui prestiti alle imprese e alle famiglie.

Il calo della domanda di prestiti di famiglie e imprese è stato molto più forte di quanto previsto dalle banche, “trainato principalmente da tassi di interesse più elevati, nonché da minori investimenti fissi per le imprese, minore fiducia dei consumatori e deterioramento delle prospettive del mercato immobiliare per le famiglie”.

Secondo le banche intervistate, nel terzo trimestre l’accesso ai finanziamenti è peggiorato in tutti i segmenti del mercato, soprattutto per quanto riguarda i finanziamenti a breve termine e riflette la crescente concorrenza per la liquidità proveniente da altre banche e da opportunità di investimento alternative con maggiore remunerazione.

Per quanto riguarda il peggioramento dei bilanci, le banche hanno riferito che il taglio da parte della Bce del proprio portafoglio di attività di politica monetaria (in particolare il TLTRO III) ha contribuito a un deterioramento delle condizioni di finanziamento del mercato e della liquidità delle banche stesse negli ultimi sei mesi, con la conseguente stretta sugli standard di prestito e l’impatto negativo sui volumi dei finanziamenti in tutte le categorie.

Si prevede che questi effetti si rafforzeranno nei prossimi sei mesi.

Le banche dell’area euro hanno riferito infine che i tassi di interesse di riferimento della Bce hanno avuto un ulteriore impatto marcatamente positivo sui loro margini di interesse negli ultimi sei mesi, anche stimano che tale impatto si attenuerà gradualmente.

Si è infatti registrato un aumento consistente della quota di banche che hanno indicato un impatto negativo dai rialzi dei tassi da parte della Bce sia sui volumi dei prestiti sia per le maggiori esigenze di accantonamento e svalutazioni.

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