Canoni demaniali, Balneari: oltre 250 imprese a rischio chiusura

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Non si possono e non si devono mandare alla distruzione stabilimenti balneari, ristoranti, alberghi, campeggi, difenderemo, con ogni mezzo, i nostri colleghi

Abbiamo davvero sperato che, così come si era stato concordato lo scorso 11 luglio al tavolo del Governo, il decreto “Del Fare” contenesse un provvedimento di moratoria che sospendesse tutte le procedure in corso per coloro che, a causa di canoni demaniali insostenibili relativi alle pertinenze demaniali, si vedono mettere a rischio sia le imprese che il proprio lavoro e quello dei dipendenti.

E’ forte la delusione e la rabbia dei Sindacati di categoria S.I.B. – FIPE/Confcommercio, FiIBA – Confesercenti e CNA – Balneatori in quanto speravano di poter tirare un sospiro di sollievo in attesa che, così come era stato anticipato, entro il 31 dicembre 2013 si giungesse all’approvazione di una nuova disciplina più equilibrata di determinazione dei canoni demaniali.

Il problema, che riguarda oltre 250 imprese costituite non solo da stabilimenti balneari, ma anche ristoranti, alberghi, campeggi, ecc., è gravissimo in quanto per molte aziende sono già stati avviati i provvedimenti di decadenza del titolo e quindi si tratta di imprese che, di qui a poco, dovranno chiudere i battenti in quanto non in grado di pagare canoni spropositati.

In queste ore molti imprenditori stanno esprimendo tutta la propria amarezza per l’occasione persa e rinnovano la disperazione di chi rischia di vedere mandare in fumo imprese sino a poco tempo fa solide che davano, e tuttora seppur a fatica danno, occupazione e sviluppo dell’economia territoriale.

Peraltro hanno sorpreso non poco le motivazioni addotte che riguardano la mancata copertura economica. Secondo le Organizzazioni sindacali non è necessaria nessuna copertura in quanto si tratta di una moratoria in attesa di trovare, ancora in questo esercizio finanziario, la soluzione normativa.

Se è vero che sia il Governo che le Forze politiche condividono la necessità di fare questo provvedimento di moratoria, le Organizzazioni chiedono che non si perda ulteriore tempo e che lo si faccia al Senato, quando sarà chiamato a sua volta ad approvare il decreto “Del Fare”, oppure con uno dei tanti provvedimenti economici in corso di approvazione, così da togliere da un rischio letale e immediato tante imprese.

I Sindacati di categoria ribadiscono ancora una volta in modo inequivocabile: non è tollerabile che per inerzia si lascino andare alla distruzione tante imprese e, pertanto, sono fermamente determinati a difendere, con ogni mezzo, il lavoro e l’avvenire di questi colleghi.

 

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